Un esercito di 1.757 infermieri, arrivati da tutta Italia, per ottenere uno dei quattro posti a tempo indeterminato messi a concorso dall’azienda ospedaliera Sant’Antonio Abate di Gallarate, in provincia di Varese. La prima prova scritta si è tenuta lunedì 9 marzo al Palazzetto dello Sport di Monza, location scelta dall’azienda per una questione di “capienza e di costi” (2.000 euro l’affitto), ha reso noto lo stesso ospedale. Ma le cose non sono andate affatto bene e, non appena terminata la prova, Claudio Torbinio, co-fondatore di The Daily Nurse, ha denunciato sul web tutte le lacune organizzative, con tanto di immagini.

“Vorrei che il concorso fosse annullato e rifatto rispettando le dovute regole, sia da parte dell’azienda che da parte nostra”, dice una concorrente. “Vorrei che l’azienda si assumesse le proprie responsabilità dando spiegazioni sul modo in cui è stato condotto il concorso e sul perché le copie del compito siano state fatte al momento”. Non solo. “Perché il punteggio per passare alla seconda prova, scelto dalla commissione, è di 21/30 quando le domande erano 20? Quando sono stati chiesti chiarimenti sull’assegnazione del punteggio nessuno ha risposto”.

I concorrenti parlano di “punteggio inventato”. Ma al Palazzetto dello Sport, quel lunedì, è successo di tutto e non solo nei venti minuti della prova. “I compiti, una volta scelta la busta con la prova del concorso, sono stati fotocopiati al momento (ci sono volute ben 2 ore) e ci hanno consegnato una busta bianca aperta senza distribuire le copie contemporaneamente in tutti i settori del palazzetto”, sostiene un’altra concorrente. “All’interno il test e il quadro delle risposte ovviamente senza nome, facilmente interscambiabile”. E poi il caos sugli spalti, con settori guardati a vista da alcuni vigilanti e altri abbandonati a se stessi. “In alcuni settori le persone si alzavano e andavano in bagno senza problemi, in altri, come nel mio, non ci facevano muovere e ci hanno trattati come bestie”, si legge sul blog.

L’ingresso al Palazzetto era previsto alle 10, ma i cancelli sono stati aperti un’ora prima. “Sono rimasta seduta sugli spalti azzurri dalle 9.40 alle 13.17 quando è iniziata la prova, senza poter andare in bagno. E poi gli organizzatori si arrabbiano perché qualcuno ha iniziato a fischiare?”. L’azienda, invece, sostiene che gli organizzatori si siano chiusi in un locale a imbustare le prove e attendere l’arrivo dei carabinieri, chiamati per riportare la calma sugli spalti.

Da giorni è un fioccare di testimonianze indispettite e arrabbiate. L’Ipasvi di Varese, il Collegio degli infermieri della provincia, ha già chiesto “un intervento chiarificatore” agli organismi preposti, “oltre a eventuali provvedimenti finalizzati a garantire la correttezza della prova selettiva nel rispetto di tutti i colleghi che hanno partecipato”. “Il concorso deve essere annullato” rivendicano i partecipanti al concorso la Federazione sindacati indipendenti. Chiede chiarezza anche il Nursind, sindacato degli infermieri.

“Tutta la procedura è stata condotta senza regole, come al solito per favorire candidati, perché un’azienda seria, dopo aver preso quei soldi, avrebbe dovuto garantire la massima serietà, il massimo rispetto delle regole e la vigilanza”, insinua una donna arrivata a Monza dal centro Italia. Viaggio, pernottamento e 10 euro versati all’azienda ospedaliera di Gallarate soltanto per iscriversi al concorso. Quasi 3.300 persone si sono iscritte al concorso per quattro posti a tempo indeterminato, portando quindi 33.000 euro nelle casse della Sant’Antonio Abate. “Vogliamo tranquillizzare tutti i lombardi: il concorso lo abbiamo pagato noi, anche se in molti casi disoccupati”.

Racconta un’altra candidata: “Io stessa di fronte a una vigilante ho chiesto (e sottolineo che ho dovuto chiedere io) di ritirare il test a 4 ragazzi che, al mio fianco, a prova terminata, continuavano a correggere il compito. Ma i 4 ragazzi hanno consegnato in tutta serenità in mezzo alla ressa che si è creata perché nessuno ha tentato di stabilire un po’ di ordine. Certo che va annullato quel concorso, non saprei cos’altro dire”.

L’azienda ospedaliera non intende cedere. “Contiamo sulla tracciabilità della manomissione delle buste (chiuse e poi riaperte per correggere, ndr), alcune già accantonate. Possiamo eliminare le prove irregolari, dunque non c’è alcuna ipotesi di annullamento della prima prova d’esame”, dichiara il direttore generale dell’azienda ospedaliera di Gallarate Humberto Pontoni. Nulla da dire anche riguardo alla possibilità di correggere la prova: “Credo sia giusto contemplare la possibilità di ravvedersi dopo una risposta già data”, commenta il dg.

L’azienda gallaratese ha bisogno di assumere e la graduatoria che uscirà da questo concorso sarà valida per tre anni per qualsiasi ospedale della Lombardia. Prossima prova pratica il 9 aprile.