Non ha tutti i torti Michaela Biancofiore, fedelissima di Berlusconi, quando sul Corriere accusa gli “irriconoscenti” che “speravano che Silvio abbandonasse Forza Italia”. Al pensiero che qualcuno nel partito sperasse nella condanna dell’ex Cavaliere, lei fugge inorridita: “Non voglio pensarlo, non voglio, non voglio. Però…”. Noi che siamo più cattivi di Michaela lo pensiamo per lei senza timore di fare peccato. Con B. messo fuori gioco dalla Cassazione non c’è dubbio che, a parte (forse) il cerchio magico, dentro FI si sarebbero scannati.

Commovente Verdini che va a Canossa dal suo datore di lavoro dopo aver ordito la trama delle 17 firme per chiedere la gestione collegiale del partito, guarda caso proprio il giorno del verdetto. E all’ottimo Fitto, già in odore di scissione, cosa avrà suggerito la scuola democristiana di famiglia: di portarsi avanti col lavoro? Un altro doroteo doc come Alfano, certamente ingolosito dalla possibilità di rimpolpare il rachitico Ncd, dice che lui nell’assoluzione dell’ex principale “ci aveva sempre sperato”: come no e meno male che non ha giurato sulla testa dei figlioletti.

Non risulta invece che Salvini, un altro che vuole papparsi ciò che resta dei voti forzisti, abbia stappato champagne: almeno non è un ipocrita. Chi invece può aver brindato a gazzosa è Renzi, che ora può confidare in nuovo patto del Nazareno, a piede libero. Insomma, caro B., dagli amici la guardi Iddio, ora che perfino i giudici meritano la sua riconoscenza.

Da ‘Stoccata e Fuga’, il Fatto Quotidiano, 14 marzo 2015