L’ultimo incidente nel reggiano, in ordine di tempo, è avvenuto il 9 marzo scorso, quando un autobus ha preso fuoco con 50 passeggeri a bordo, perlopiù studenti. Nessun ferito, eppure l’episodio è solo il più recente di una lunga serie di guasti che hanno interessato i mezzi di Seta, il gestore unico del servizio di trasporto pubblico locale per la provincia di Reggio Emilia, oltre che di Modena e Piacenza. E a farne le spese, spesso, sono gli studenti, che la mattina utilizzano le linee extraurbane che collegano i Comuni di periferia con le città della provincia. “Il problema – spiega Luca Marchesini, segretario provinciale Filt Cgil di Reggio Emilia – è proprio negli autobus di proprietà dell’azienda. Sono antiquati, il sistema di manutenzione è cambiato, e se a questo si somma la carenza di personale, anche all’interno delle officine, è facile intuire la ragione per cui si siano verificati tanti disagi”.

“Seta – spiega anche Norberto Vaccari, capogruppo del Movimento 5 Stelle in Comune a Reggio Emilia – utilizza, soprattutto in questa provincia, mezzi molto datati, molti dei 170 autobus che circolano a livello urbano ed extraurbano hanno anche più di 25 anni, e per ottimizzare i costi ha aumentato l’intervallo di tempo che intercorre tra una revisione e l’altra: se prima, cioè, gli autobus venivano controllati ogni 30.000 chilometri, oggi avviene ogni 60.000 chilometri, il che significa una carenza di manutenzione. La speculazione che a Reggio viene fatta del trasporto pubblico, quindi, porta a diversi livelli di insicurezza, soprattutto per gli studenti, uno dei principali bacini d’utenza del servizio: molti mezzi si guastano, il che genera ritardi e disagi, i sistemi di controllo non funzionano come dovrebbero, e ci sono fermate che non sono organizzate in modo da garantire la sicurezza degli utenti. Il trasporto pubblico va riprogettato da zero”.

Andando indietro nel tempo, tra guasti e malfunzionamenti, il bilancio del trasporto pubblico nel reggiano somiglia più a un bollettino di guerra. Oltre all’incendio divampato il 9 marzo a bordo della Reggiolo- Rolo- Correggio, forse causato da un surriscaldamento dell’impianto frenante, infatti, il 20 gennaio scorso un altro mezzo Seta, sempre carico di studenti, era stato costretto a fermarsi lungo la statale 63, dopo che l’autobus aveva iniziato a emettere fumo. Il guasto, anche in quel caso, era stato provocato da un surriscaldamento dei freni, esattamente ciò che si era verificato nel 2013, quando nel tratto tra la frazione Bocco e Casina un mezzo era andato a fuoco. Sempre a gennaio, poi, uno studente di 14 anni, Sylvester Agyemang, è rimasto ucciso da un autobus a Reggio Emilia, davanti ai compagni di scuola. Una tragedia, che per la dinamica ricorda la morte di Franco Mauricio Astudillo, 15 anni, investito a maggio del 2010 sempre da un bus davanti alla stazione di Novellara, dove con i compagni di classe attendeva di tornare a casa.

Ancora nel 2014, poi, a settembre, un altro autobus di Seta, che da Reggio Emilia si stava dirigendo a Rubiera, ha preso fuoco, a bordo questa volta solo l’autista, e la scorsa estate, secondo la Cgil, 79 mezzi sono stati costretti a fermarsi a causa del caldo, “per non parlare di altri nove autobus che hanno circolato senza aria condizionata e con i freni surriscaldati”. Problemi vecchi quanto le corriere che circolano sulle strade, reggiane e non solo, visto che già nel 2012 capitò che un autobus perdesse una ruota nell’affrontare una curva a Sant’Ilario d’Enza. Un episodio che destò sconcerto persino tra i dirigenti di Seta, tanto che Giuseppe Salvia, responsabile della sicurezza, allaGazzetta di Reggio precisò: “Fatti simili si erano già verificati. I bus con anomalie vanno fermati in via precauzionale e sottoposti a ulteriori controlli: cose del genere non dovrebbero mai accadere”. La nascita della società a partecipazione pubblica, formata da Atcm di Modena, Tempi di Piacenza, AE-Autolinee dell’Emilia e il ramo gomma Act di Reggio Emilia, del resto ha fatto sì che la nuova compagnia ricevesse in eredità i vecchi problemi, a partire da una flotta di 867 mezzi di età media 12,5 anni, da rimodernare. Tanto che i guasti sono capitati nel reggiano come nel modenese, dove, solo tra il 14 gennaio e il 9 febbraio scorso, si sono verificati tre incendi di autobus.

“Gli investimenti effettuati dall’azienda allo scopo di svecchiare la flotta reggiana, tra cui gli 1,5 milioni di euro stanziati a settembre – precisa Mirko Tutino, assessore alla Mobilità di Reggio Emilia – non bastano. Seta non ha completato il piano industriale previsto nel 2011, che doveva, nell’arco di 3 anni, rinnovare complessivamente i mezzi, per questo abbiamo iniziato ad applicare sanzioni molto dure per i disservizi. Servirebbe un nuovo piano industriale per intervenire sulla sicurezza, ma l’attuale consiglio di amministrazione della società non è in grado di gestirlo. Attendiamo quindi il rinnovamento del cda di Seta, sperando di trovare interlocutori più attenti”.