Per la Cassazione Silvio Berlusconi è innocente. Ovviamente andrebbe letta la sentenza nella sua completezza, ma il messaggio che sta passando in queste ore è semplice: “Berlusconi non sapeva che Ruby fosse minorenne”, o almeno è quello che si sta cercando di far passare.

Quindi per sillogismo, Ruby è davvero la nipote di Mubarak, affidare una minorenne al consigliere regionale Nicole Minetti non è illecito, chiamare da Presidente del Consiglio in questura e mentire sull’età (seppure inconsapevole) e affidare una ragazza in chiaro stato confusionale non conferisce reato, e potrei proseguire per ore sui dubbi circa questa assoluzione.

Ma io andrei oltre, sì, oltre la sentenza, in quanto – nonostante tutto – il declino di Berlusconi è inesorabile e sotto gli occhi di tutti. È vero, sono anni che sosteniamo che ormai la sua discesa in campo e la sua ascesa al potere sono soltanto un brutto ricordo, ed ogni volta ce lo ritroviamo sempre più forte politicamente ed elettoralmente, ma questo passaggio storico e politico è per lui cruciale.

Leggo di contestazioni alla sentenza, editoriali al vetriolo dove si parla di ingiustizia, di impunità verso colui che ha governato per circa venti anni e mandato il nostro paese quasi in bancarotta, tutte contestazioni legittime, ma ciò che però leggo tra le righe dei tanti commentatori è paura, quella che a partire da questa assoluzione Berlusconi possa rilanciare la sua leadership politica.

Mai cosa più insensata.

Il declino di Berlusconi è cominciato nel 2011 con la vittoria di Pisapia come sindaco di Milano, fu il primo segnale politico ed elettorale che la parabola del cavaliere era cominciata. Da quel momento in poi c’è stato un lento logoramento del suo capitale politico e mediale tuttora ancora in atto e – a parere di chi scrive – verso il suo capitolo conclusivo.

I molti processi ancora in corso, la faida interna che non riesce ad arginare, la recente sconfitta sul nome della Presidenza della Repubblica, la sua credibilità politica minata in tutte le sue dimensioni sono gli elementi che stanno decretando la fine politica del Cavaliere e la chiusura del suo ventennio.

Certo, qualcuno penserà che nonostante tutto quella sentenza della Cassazione “è uno schifo”, e in parte ha anche ragione, ma sono abituato a non soffermarmi sulle sentenze e a cercare e trovare conclusioni squisitamente politiche, in questo caso la mia è come da titolo: nonostante l’assoluzione da parte della Cassazione, il declino e l’eclissi politica di Berlusconi è oramai inevitabile.