Le autorità militari degli Stati Uniti confermano la morte dei sette marines e dei quattro soldati americani dispersi dopo lo schianto di un elicottero della Air Force nelle acque del nordovest della Florida. L’elicottero era impegnato in una missione di addestramento notturna. L’incidente è avvenuto questa notte nella base aerea di Eglin, in una zona nota come Panhandle, nel Golfo del Messico, vicino alle coste della Florida, nel sudest degli Stati Uniti. La scomparsa dell’elicottero è stata segnalata alle 20.30 ora locale di ieri, e i soccorsi hanno trovato i resti dell’aereo sei ore dopo.

Secondo il portavoce della base Andy Bourland è ancora presto per stabilire le cause dell’incidente, ma erano state rilevate condizioni meteorologiche avverse: era stata segnalata fitta nebbia, che avrebbe ridotto la visibilità in alcune aree a meno di un quarto di miglio. Stanotte verso le 2.00 i soccorritori hanno trovato nell’area dell’Isola di Okaloosa i primi detriti, riporta Bourland  alla CNN. L’operazione di salvataggio ha coinvolto la Guardia Costiera, l’Air Force e agenti civili. A trovare resti umani – informa una fonte del Pentagono citata dai media americani – è stata una motovedetta.

L’elicottero militare americano era un Black Hawk Uh-60., con a bordo sette marine e quattro soldati , decollato dalla base della Air Force di Elgin, non lontano dalla località di Pensacola. Un secondo elicottero Black Hawk, impegnato nella missione d’addestramento, è invece rientrato alla base, a 65 miglia ad est di Pensacola. “Qualsiasi cosa possa essere successa nel primo elicottero, non ha coinvolto il secondo che stava anch’esso partecipando all’esercitazione” da detto Bourland.

I marines che viaggiavano a bordo dell’elicottero, che era assegnato ad un’unità della Guardia Nazionale dell’Esercito, facevano parte di un reggimento delle Operazioni Speciale di Camp Lejeune in Carolina del Nord.
Il capo degli Stati maggiori riuniti, il generale Martin Dempsey ha espresso le proprie condoglianze alle famiglie dei caduti.