Qualcuno si muoveva molto vicino ai vertici della Guardia di finanza di Parma. La stessa persona aveva accompagnato l’arrivo in città di Rezart Taci, il petroliere albanese che per primo ha acquistato dall’ex presidente Tommaso Ghirardi (ora indagato per bancarotta). Sono i nuovi particolari sulla pista investigativa della Procura di Parma che sta indagando sulla crisi finanziaria del club gialloblu, in attesa dell’udienza del tribunale fallimentare del 19 marzo. E la notizia del giorno è che si aggrava anche la situazione di uno dei due ufficiali delle fiamme gialle della città emiliana: oltre all’omissione di atti di ufficio (l’ipotesi è che abbiano ritardato le indagini sul buco del Parma e per questo sono stati rimossi) per l’ex vicecomandante provinciale Luca Albanese ora è scattata l’accusa per alcuni presunti episodi di corruzione. Lui e il suo superiore sono stati rimossi.

Secondo l’assunto degli inquirenti c’era, dunque, chi frequentava i vertici della Guardia di Finanza di Parma. Obiettivo: capire a che punto erano le indagini sui conti della società. Lo stesso uomo nel frattempo teneva rapporti con la dirigenza del Parma Calcio. Secondo il Gr Rai Emilia Romagna si tratta di Eugenio De Paolini Del Vecchio, pregiudicato con due condanne per ergastolo sulle spalle per l’omicidio del patrigno e di due cugini avvenuti tra il 1974 e il 1979, ma oggi uomo libero, biologo, sedicente conte e consulente della Nasa con all’attivo pubblicazioni e conferenze, conosciuto anche tra gli imprenditori parmigiani e rappresentante dell’Anioc, associazione degli insigniti di onorificenze cavalleresche. È lui che la sera del 20 gennaio compare a cena all’hotel Maria Luigia di Parma in compagnia di Taci nell’incontro ufficiale dell’imprenditore con i vertici dell’Unione parmense industriali a cui partecipa anche il sindaco Federico Pizzarotti. Non è escluso che l’incontro della settimana scorsa del pool che lavora sull’inchiesta del club emiliano con la Dda di Bologna sia proprio dovuto a un suo eventuale coinvolgimento nella vicenda.

Come riporta il Gr Rai, secondo le intercettazioni degli inquirenti, De Paolini avrebbe promesso all’ex amministratore delegato del Parma Pietro Leonardi (anche lui indagato) che l’inchiesta società sarebbe stata rallentata. Non è chiaro se il tentativo sia riuscito. Intanto, però, De Paolini Del Vecchio avrebbe cercato di entrare nei favori del vicecomandante Albanese, offrendosi per esempio di pagare per lui una notte in albergo per i genitori che avevano soggiornato in città o di aiutarlo a trovare un posto per ricoverare il padre in una casa di cura privata. Albanese, tramite il suo legale Claudia Pezzoni, ha respinto tutte le accuse.