Nuove indagini sull’assunzione di settantacinque dipendenti da parte di Sicilia e-Servizi, la società che gestisce il sistema informatico della Regione Siciliana. È quello che ha ordinato il gip del tribunale di Palermo Lorenzo Matassa, respingendo la richiesta d’archiviazione avanzata dai procuratori aggiunti Leonardo Agueci e Dino Petralia. E se la richiesta d’archiviazione era “a carico d’ignoti”, adesso Matassa chiede alla procura l’iscrizione nel registro degli indagati “dei nomi compiutamente identificati dalla polizia giudiziaria”: cioè il governatore Rosario Crocetta, l’ex pm Antonio Ingroia, oggi amministratore di Sicilia e-Servizi, più sei ex assessori regionali. La vicenda prende spunto da un’informativa della Guardia di finanza depositata in procura nell’aprile 2014: quarantotto pagine che individuano profili di “abuso d’ufficio” nell’assunzione dei 75 dipendenti da parte della società amministrata da Ingroia, l’ex pm nominato al vertice di Sicilia e-Servizi dal governatore Crocetta. L’ex procuratore aggiunto di Palermo era subentrato dopo che la Regione Siciliana aveva deciso di acquistare l’intero pacchetto azionario della società informatica.

Dopo la nomina Ingroia aveva quindi chiesto un parere all’avvocatura dello Stato per assumere 75 dipendenti della Sisev, la società privata che condivideva con la Regione la gestione di Sicilia e-Servizi. Avendo ricevuto il parere favorevole, l’ex pm aveva quindi stipulato i contratti di assunzione, per “non paralizzare il sistema informatico della Regione Siciliana”. Una decisione, quella di Ingroia, avallata da Crocetta e da sei ex assessori regionali che l’avevano votata in giunta: si tratta di Antonino Bartolotta, Ester Bonafede, Dario Cartabellotta, Nelli Scilabra, Michela Stancheris e Patrizia Valenti.

Secondo l’informativa delle Fiamme Gialle, però, quei contratti violerebbero le regole che bloccano le assunzioni nel servizio pubblico. “Io ho la coscienza apposto in un mondo che va al rovescio” commenta Ingroia. “Vorrei capire – continua – che reato è avere salvato i servizi informatici della Regione Siciliana. Inoltre né io, né Crocetta abbiamo saputo nulla di questa decisione del gip: sembra finita sulla stampa solo per fare pubblicità a qualcuno”.

La vicenda delle 75 assunzioni a Sicilia e- Servizi era già stata attenzionata dalla Corte dei conti, che ha citato in giudizio Crocetta, per 265 mila euro di danno erariale, Ingroia e l’avvocato dello Stato Massimo Dell’Aira, per centomila euro a testa, più i sei ex assessori, accusati di 300 mila euro di danno in totale. Dopo aver assunto i 75 dipendenti, Ingroia aveva nominato una commissione super partes per esaminarne le capacità: alla fine in 16 erano stati defenestrati. Tra questi Marilena Bontate, figlia di Giovanni, boss di Villagrazia assassinato nel 1988, suo marito Marco Picciurro (poi reintegrato dal giudice del lavoro) e Francesco Nuccio, arrestato nell’estate del 2012 perché coinvolto in un’inchiesta sulle tangenti che giravano nel mondo degli appalti per l’energia eolica.