“Qualcuno è diventato premier perché doveva svolgere il semestre europeo. Ma chi se n’è accorto? Cos’è cambiato, rispetto ai problemi che abbiamo noi”. Questo l’affondo che Maurizio Landini ha riservato a Matteo Renzi durante l’incontro al Festival di Limes, in corso in questi giorni a Palazzo Ducale di Genova. Il segretario nazionale della Fiom ha dialogato con Lucio Caracciolo, direttore della storica rivista di geopolitica, sul tema dell’Italia nella partita dell’euro. Insieme a loro c’era anche il Presidente del Consiglio uscente Enrico Letta (Pd), che ha parlato d’Europa, dribblando tutte le domande sull’attualità. Curioso e cordiale fuori programma con una donna di 75 anni, che ha confessato all’ex premier: “Non ne posso più”. Risposta: “Bisogna aver fiducia nel futuro… Lo so che è difficile. Lo è anche per me”. Tra il pubblico, anche Sergio Cofferati. Ma il vero protagonista è stato Landini. Che ha rilanciato sul reddito di cittadinanza. “Di Grillo non condivido solo un punto quando dice ‘visto che adesso possono licenziare, mettiamoci almeno un reddito’. Io penso che bisogna avere il reddito, ma anche il diritto a non essere licenziati senza giusta causa”. Sul Daspo ai corrotti, appena bocciato in parlamento? “Dimostra che la lotta alla corruzione – conclude Landini – è il vero problema politico che in Italia non si vuole affrontare”  di Lorenzo Tosa