Visto che l’Ausl non paga si è presentato con l’ufficiale giudiziario negli uffici dove i cittadini facevano la fila per pagare il loro ticket sanitario. E subito agli impiegati agli sportelli è stato chiesto di “bloccare le casse” per poter pignorare tutto il denaro che c’era in quel momento. L’avvocato Gianluca Lelli di Bologna assiste un signore di 81 anni che dopo avere subito dei danni gravissimi per un intervento andato male in un ospedale del capoluogo emiliano, nei mesi scorsi aveva vinto la causa in primo grado di fronte al tribunale civile. La Ausl di Bologna quindi deve ora al signore, che ha il 70% di invalidità permanente ed è seguito in una struttura protetta, quasi 500mila euro. E anche se l’azienda sanitaria ha fatto ricorso in appello contro la sentenza, il risarcimento è provvisoriamente esecutivo, anche dopo il primo grado. Cioè, secondo il legale, dovrebbe già essere scattato. Ma i soldi non arrivano: “L’Ausl purtroppo non ci ha dato risposte. Ha fatto appello contro la sentenza di primo grado, ci sta facendo delle opposizioni e sta facendo melina. Per questo motivo siamo stati costretti a fare questa azione in un luogo pubblico, che porterà speriamo a qualcosa”.

L’azione dell’avvocato Lelli, suo malgrado, è stata per il momento solo dimostrativa e non un euro è stato portato via dalle casse. L’ufficio ticket prescelto per il pignoramento infatti era quello interno al Policlinico Sant’Orsola, che però con la vicenda non c’entra niente. Pur essendo pubblico infatti, il policlinico appartiene a una diversa azienda sanitaria rispetto alla Ausl. “Questi sportelli, per cavilli burocratici, risultano essere dell’Aosp, ma non dell’Ausl, quindi non potevano essere oggetto di pignoramento”, ha spiegato l’avvocato Lelli. “I soldi vanno sempre all’Ausl, ma in una direzione diversa. Quindi la prossima azione che faremo, una volta presi accordi con l’ufficiale giudiziario, sarà andare a pignorare all’ospedale Maggiore”.

Puntuale è anche arrivata la risposta della Ausl che spiega di avere ricevuto l’atto di pignoramento e di avere già “vincolato” i soldi per il risarcimento, in attesa che si concluda l’iter processuale con gli altri gradi di giudizio: “L’Azienda risarcirà puntualmente quanto dovuto non appena si sarà concluso”, si legge in una nota. “Sin dall’avvio della vicenda – prosegue la nota – l’Azienda Usl di Bologna ha mostrato la massima apertura nei confronti delle richieste ricevute, proponendo, ancora di recente, una offerta significativa per la chiusura transattiva del contenzioso, che non è stata accettata”.