Giorgio Pagano è il candidato di una schieramento civico e popolare al di fuori dei partiti. Non scrivete più che Pagano è il candidato della sinistra. E’ il candidato della società civile”. Accorato nei toni e chiarissimo nei contenuti, don Paolo Farinella spazza via gli equivoci fioriti attorno all’ex sindaco della Spezia. Il battagliero prete di San Torpete – centro storico genovese – lo ha infine convinto ad accettare di correre contro Raffaela Paita del Pd, strafavorita nella corsa per guidare la Regione Liguria. A giudicare dalla platea alla quale don Farinella si rivolge il suo messaggio è andato a segno. Non ci notano esponenti di spicco della galassia di sinistra. Qualche attivista dei Verdi, l’ex magistrato Michele Marchesiello, Mario Epifani, prodiano, già assessore comunale. Reteasinistra assente. Qualche decina di cittadini in cerca di un appiglio politico. La società civile, appunto. Basterà?

La candidatura di Pagano, un ex comunista cresciuto alla scuola gramsciana del partito, avrebbe dovuto aggregare un ventaglio ampio di forze. Ma la logica, in politica, fa spesso a pugni con le consorterie e gli interessi costituiti. E quindi, Pagano, se correrà, sarà in gara da solo o quasi, in nome di quella società civile delusa e furiosa con i partiti che il king maker Farinella spera di convincere a non disertare le urne. Offrendole una candidatura fuori dal coro. Pagano è spezzino come Paita che negli anni in cui fu sindaco della città era il suo capo di gabinetto. Un bel derby, che si giocherà principalmente a Genova, dove Paita alle Primarie ha perso da Cofferati e Pagano non è popolarissimo.
Per dieci anni (1997-2007) Giorgio Pagano ha fatto il sindaco della Spezia, alla testa di una giunta di centrosinistra. Nel 2005 ha rinunciato a correre per il Parlamento pur di completare il secondo mandato. Uscito dalla politica attiva ( aveva quasi subito rinunciato a rinnovare la tessera del Pd) si è dedicato con pasisone alla cooperazione internazionale. E’ iscritto all’Anpi. «Mi hanno convinto le parole di un prete al quale non si può non dare ascolto – dice Pagano al Fattoquotidiano.it – Vengo dalla scuola del Pci e non ho dimenticato la lezione di un partito che aveva le sue radici nel popolo. Tra pochi mesi avrei dovuto cominciare un bellissimo progetto in Africa, a Sao Tomè. Mi costerà ma sono pronto a rinunciare. C’è, in Liguria, uno scontento enorme, c’è rabbia, c’è voglia di un nuovo inizio. Bisogna rappresentare politicamente questa spinta sociale.

Il suo è dunque un profilo ineccepibile per tutti coloro che si pongono in netta alternativa a Raffaella Paita, alle sue aperture centriste e verso la destra di Ncd, che lei adesso rinnega, dopo averle accettate in campagna elettorale per le Primarie. Eppure l’offerta politica proposta da don Farinella lascia fredde le varie anime della sinistra. In particolare Reteasinistra (civatiani, Sel, Rifondazione), che lavora alla candidatura di Enrico Pignone, capogruppo a palazzo Tursi della lista Doria. Il civatiano Stefano Gaggero aveva messo subito le mani avanti: «Pagano non è il tipo di profilo che stiamo cercando». Anche Lorenzo Azzolini, portavoce di Sel e del raggruppamento, aveva preso le distanze: «Noi stiamo lavorando per una candidatura unitaria». “No comment” da Sergio Cofferati, per niente entusiasta dell’interventismo di don Farinella. Altra Liguria – che si rifà alla Lista Tsipras – era presente al meeting di San Torpete con la portavoce Simonetta Astigiano: “Abbiamo in corso una procedura di selezione, con rose di candidati per la presidenza e per il consiglio regionali. Il nome di Pagano vi compare. Dobbiamo ascoltare i cittadini che abbiamo chiamato ad esprimersi. Poi decideremo”.

Dopo i Sansa, il padre Adriano ex magistrato e il figlio Ferruccio, giornalista, dopo Francesca Balzani, assessore al bilancio nella giunta Pisapia, e il giudice Anna Canepa che avevano respinto l’invito di don Farinella; dopo il capogruppo a Tursi del M5S, Paolo Putti, bloccato dagli ukaze di Grillo, mentre il deputato civatiano Luca Pastorino resta in surplace, Pagano si regge in equilibrio precario. Don Farinella non è preoccupato: “La nostra proposta è alternativa a tutti i partiti e Pagano è l’uomo giusto per rompere con i riti del passato”.