Concorso in tentata estorsione. Per Emilio Fede, ex direttore del Tg4 ed ex fedelissimo di Silvio Berlusconi, gli avvisi di conclusione indagine non finiscono mai. L’ultima notifica al giornalista, condannato per l’affaire Ruby in appello, è arrivata da parte del pm di Milano, Silvia Perrucci, per quello “scandalo a luci rosse”  che lo scorso ottobre aveva fatto finire Fede nel registro degli indagati.

Come riporta La Stampa oltre al giornalista la Procura contesta lo stesso reato al suo ex personal trainer, Gaetano Ferri, ex pugile con precedenti, e due donne Maria Madeo e Michela Faioni. Cuore dell’indagine foto a “luci rosse” truccate di Mauro Crippa, capo dell’informazione di Mediaset, ma anche il tentativo di preparare un video con Fedele Confalonieri, presidente di Mediaset, e alcune minorenni. Ma l’estorsione, secondo l’ipotesi dell’accusa, sarebbe stata diretta a far versare a Silvio Berlusconi 5 milioni di euro, poi diventati 2, coinvolgendo anche la figlia maggiore dell’ex Cavaliere, Marina, per evitare rivelazioni sul caso Ruby. Il denaro sarebbe poi dovuto finire su conti in Svizzera.

Gli scatti e le immagini erano saltate fuori il 28 marzo 2012, nel giorno del rocambolesco licenziamento di Fede, per poi sparire fino a quando non sono riapparse fuori durante una perquisizione a casa di Ferri, nel frattempo invischiato in una vicenda di file audio che riguardavano i rapporti tra Ruby e Berlusconi finita nel mirino della Procura di Monza. Il nuovo tentativo di estorsione emerge dalle conversazioni registrate da Ferri con il giornalista  e sequestrati dagli inquirenti monzesi che poi per competenza li hanno inviati ai colleghi milanesi. In quei colloqui Fede parlava di Dell’Utri e della mafia e illustrava la possibilità di scucire denaro al leader di Forza Italia per non rivelare l’esistenza di scatti compromettenti di Crippa e del filmato mai realizzato di Confalonieri.

Il tentativo di ricatto nei confronti dell’ex premier abortì perché Ferri cercò di contattare il bersaglio. A questo punto Fede minacciò Ferri via sms. E quest’ultimo è accusato a sua volta di aver ottenuto dal giornalista 700mila euro in cambio del silenzio per non svelare il complotto. Quello ai danni di Crippa – le false foto – sarebbero dovute servire all’ex direttore per ottenere un accordo con Mediaset: 800mila euro subito, 700mila per tre anni, autista e segretaria. Ma poi Fede ci ha ripensato, ha impugnato l’accordo e al giudice del Lavoro chiede di essere risarcito dal gruppo per 10 milioni di euro.