E’ una caduta di stile con pochi precedenti nella storia della televisione quella nella quale è “inciampata” Striscia la notizia – la popolare trasmissione di inchiesta e satira prodotta e trasmessa da Canale 5 – rivelando il nome del vincitore di Masterchef, il popolare talent show per cuochi in erba, prodotto e trasmesso da Sky.

E’ vero che, in fondo, si parla “solo” di un gioco, di una trasmissione televisiva di intrattenimento e di una manciata di cuochi che duellano in cucina per aggiudicarsi un titolo ma è altrettanto vero che ogni puntata di Masterchef è un affare da centinaia di migliaia di euro, investitori pubblicitari e contratti.

E l’ultima puntata, quella della finale, in onda domani ha, per il pubblico, per gli sponsor e, naturalmente, per la produzione e per l’emittente televisiva un valore economico straordinariamente rilevante. Sapere in anticipo chi uscirà vincitore dalla cucina televisiva di Sky potrebbe disincentivare decine di migliaia di spettatori dal seguire il programma e produrre danni a tanti zeri alla Tv di Rupert Murdoch.

La scelta di Striscia la Notizia di rivelare in anticipo il nome del vincitore è una scelta che non trova nessuna giustificazione nel diritto di cronaca o nella libertà di informazione che, anzi, per questa strada, finiscono con l’essere sviliti e piegati a strumento di concorrenza sleale, a mezzo attraverso il quale, le televisioni dell’ex Cavaliere, fanno un antipatico sgambetto al concorrente Sky, provando – saranno gli spettatori domani a dire se con successo o meno – a provocargli un danno, eliminando ogni suspence sull’esito di un programma che, per quanto ben costruito, si regge su una dimensione di contest e di gara nell’ambito della quale sapere chi vince e chi perde è parte della motivazione del pubblico a seguirlo fino in fondo.

Si è trattato di un atto di concorrenza sleale bello e buono, una condotta quasi da manuale, la rivelazione di una informazione che il concorrente sceglie – per ovvie ragioni di marketing e mercato – di mantenere segreta e che, invece, si decide deliberatamente di rivelare senza, peraltro, che vi fosse alcun reale interesse per il pubblico.

Non si è trattato della denuncia di una truffa, di un imbroglio televisivo o di un concorso a premi truccato ma solo della scelta – obiettivamente scorretta sotto ogni profilo la si riguardi – di un concorrente di ledere i diritti e gli interessi di un altro concorrente.