Perché Berlusconi è così interessato alle torri della Rai pur sapendo che la regola imposta dalla Presidenza del Consiglio obbliga il servizio pubblico a tenere il 51 % di Rai Way, che la tv di Stato sull’Opa può chiedere (richiesta già inviata alla Consob) l’applicazione della legge 56 del 2012 per mettere sotto protezione i settori di rilevanza strategica? L’obiettivo di Mediaset non è quello di acquistare, attraverso Ei Towers, le torri di Rai Way, l’ex Cavaliere ha il problema di Mediaset Premium che ha già raggiunto il massimo di abbonamenti, che ha bisogno di investimenti per migliorare il segnale e che i 700 milioni spesi per la Champions sono stati una pazzia.

Berlusconi, senza nuovi soci per la pay tv, rischia di chiudere il bilancio 2015 delle sue tv in forte passivo. Non gliene sta andando bene una: dopo il Nazareno, la contestazione di Fitto, la frattura al malleolo, è saltata anche la vendita di Mediaset Premium a Telecom per un miliardo con l’entrata della Fininvest nella società telefonica.

Telecom, che ha come obiettivo di coprire con la banda ultra larga il 75 % delle famiglie entro il 2017 mantenendo il rame nell’ultimo tratto, è presa ad arginare il governo che vorrebbe, invece, dare, entro il 2020, a un italiano su due, la fibra ottica e abbandonare totalmente il rame; è fallita anche la strategia di acquisire le torri telefoniche di Wind andate alla società spagnola Albertis per quasi 700 milioni di euro.

L’imprenditore di Arcore con l’assalto alle torri di Rai Way ha tentato di buttare sabbia negli occhi dei media (molti ci sono cascati), lui sa bene che con la fine della legge Gasparri (come promesso da Renzi), finiranno tutte le “agevolazioni” che la legge ad personam gli ha portato nel mercato pubblicitario, inoltre, i tralicci tv, senza forti investimenti, potrebbero diventare obsoleti. Il futuro è nel telefono.

L’obiettivo di Berlusconi è quello di muovere il mercato delle torri portando il governo a creare un’unica azienda di gestione nella quale si fondino tutte le società sotto la grande ala protettrice della Cassa depositi e prestiti. Un’operazione di grande reddito che non risulterebbe sgradita all’Ue che chiede all’Italia di adeguarsi alla normativa: chi gestisce le torri svolge un’attività immobiliare e non deve produrre contenuti (le tv). Ancora una volta con l’ex Cavaliere in campo, in assenza di una legge sul conflitto d’interessi, si mescolano la politica con gli interessi in un far west di tv, frequenze, pubblicità, telefonia, dove l’inciucio è sempre dietro l’angolo.

Il Fatto Quotidiano, 4 Marzo 2015