Alla cena con Silvio Berlusconi a Palazzo Grazioli, il 23 settembre 2008, andai con Gianpaolo Tarantini e senza il mio fidanzato, Marco Vignola, per parlare con il presidente della riqualificazione della Murgia barese e non per fare sesso con il Cavaliere”. Queste la dichiararzione della modella romana Francesca Garasi durante la deposizione come testimone al processo a Gianpaolo Tarantini, Sabina Beganovic e ad altre cinque persone accusate, a vario titolo, di associazione per delinquere finalizzata allo sfruttamento, favoreggiamento e induzione alla prostituzione di 26 ragazze portate dall’imprenditore barese, tra il 2008 e il 2009, nelle residenze di Berlusconi. Ma la testimonianza di Francesca Garasi, che all’epoca dei fatti era fidanzata col penalista barese Marco Vignola, amico e uno degli ex difensori di Tarantini, è cadenzata da frasi come “non lo so”, “non ricordo”, al punto da far spazientire il pm Ciro Angelillis, che ha definito “falsa” la testimonianza della donna, mentre il presidente della seconda sezione del Tribunale di Bari, Luigi Forleo, ha tentato invano di ottenere risposte più chiare. Durante il processo, vengono ascoltate anche due intercettazioni telefoniche di conversazioni tra la Garasi e Tarantini sui preparativi delle cene a cui la donna, assieme a sue tre amiche, tra cui Diana Lacwik, partecipa il 23 settembre e il 2 ottobre 2008 a Palazzo Grazioli. Nella prima, i due dissertano sulla Lacwik e sul loro presunto intento di farla restare nel dopocena di palazzo Grazioli. “Quella – rassicura la Garasi nella telefonata – ci casca subito. Le basta vedere due monete in fila e ci sta”. Nella seconda conversazione, la donna rincara: “Gianpy, tesoro… Guarda, Diana ha ceduto alla grande. Ha detto che può venire e che gli farebbe molto piacere. Ora è straconvinta”. “Diana chi?”, chiede Tarantini. “Quella che volevamo far rimanere dopo”, spiega la Garasi. Nell’udienza, la modella nega che ci siano stati dopocena e sesso a Palazzo Grazioli e che abbia ricevuto soldi. Con molte incertezze parla solo di omaggi donati dal Cavaliere ai suoi ospiti: “Erano quei gingilletti a tavola.. delle cose tipo segnaposto… non lo so, non mi ricordo… dei pupazzetti… no, delle farfalle”. La donna conferma però di aver ricevuto una proposta lavorativa, poi non andata a buon fine, “da una persona che non so se fosse Carlo Rossella o Fabrizio Del Noce, entrambi presenti alla cena”. Al termine dell’audizione della Garasi, il legale di Patrizia D’Addario, Fabio Campese, ha invitato il tribunale ad avviare le procedure necessarie per procedere per falsa testimonianza   di Gisella Ruccia