“Ormai ci si deve augurare che tutto funzioni a meraviglia e che l’Expo 2015 sia un grande successo, ma i dubbi sulla gestione dell’evento rimangono tutti”, spiega il prof. Marco Ponti, economista esperto in infrastrutture e trasporti, che ci ha accompagnati in un tour dentro il cantiere di Rho, dove sono in corso i lavori per l’allestimento dell’area espositiva che aprirà i battenti il primo maggio. “A tutt’oggi, ad esempio, non c’è un progetto per l’utilizzo degli spazi dopo il semestre dell’evento”. Ma prima di tutto “occorre domandarsi se sia sensato aver investito miliardi pubblici per infrastrutture di mobilità che non portano all’Esposizione universale“. Non basta dire che Expo porta lavoro e rimette in moto l’economia, “perché era necessaria un’analisi delle alternative, su cosa era possibile fare a parità di investimento, e quest’analisi non è stata fatta”. Altra questione è se Milano sia pronta all’evento (guarda il vox fra i milanesi): “Se i visitatori previsti arriveranno tutti, e si stimano più di venti milioni di presenze, non è difficile prevedere problemi seri di ricettività e di mobilità, tanto dei mezzi pubblici quanto dei trasporti privati”. E i contenuti dell’esposizione? “Il tono complessivo dell’Expo è più di pubblicità di ottimi cibi italiani e internazionali che di risoluzione del problema della fame nel Mondo; si usa cioè un tema eticamente rilevante per obiettivi di natura molto diversa”  di Piero Ricca, riprese e montaggio Matteo Fiacchino