Ha avuto una benedizione persino da Mr. Manolo Blahnik in persona che l’ha incitato a lanciare la sua prima linea di scarpe nell’autunno-inverno 2013. A soli 19 anni è già un “enfant prodige of footwear”. Sì perché Nicolò Beretta, in arte Giannico, non ha una vera formazione accademica in ambito stilistico alle spalle. Quando ha disegnato la sua prima collezione l’ha fatto di getto, mostrando un’innata predisposizione alla bellezza e al design.

A tal proposito, Nicolò e Manolo hanno qualcosa che li accomuna: il primo preferiva disegnare abiti e accessori con tessuti, oggetti e materiali, creando favole e immaginando di poter vestire principesse di mondi fantastici. Il secondo, invece, da piccolo si dilettava a catturare le lucertole per realizzare sulle loro piccole zampette degli splendidi esemplari di scarpe mini-size con gli incarti di vari dolciumi (come s’intravede nel documentario diretto da Michael Roberts, fashion director di Vanity Fair Usa).

Sin dal suo esordio, Nicolò incontra figure di spicco della moda internazionale: Franca Sozzani (direttrice di Vogue Italia) ad esempio, ha voluto manifestare subito dei feedback molto positivi e incoraggianti nei confronti di Giannico, risvegliando in lui quello che fino ad allora sembrava essere un semplice sogno.

Partecipa al “Vogue Talents Corner.com”, un buon trampolino per un giovane come lui, che è abituato a fare tutto al contrario. In genere, ci si laurea e poi si lancia la propria personal label: lui compie un percorso a ritroso come i granchi e  dopo il lancio delle sue scarpe-scultoree decide di frequentare il prestigioso College Central Saint Martins a Londra per sviluppare ulteriormente le sue abilità nella creazione di accessori moda e capi d’abbigliamento. Designer di calzature ma anche come stilista di una intera linea di pret-à-porter, e perché no, d’haute couture.

La sua suola verde (che contraddistingue ogni creazione) sembra quasi un messaggio di speranza affinché tutti i suoi sogni si realizzino in modo altrettanto rapido come il suo debutto nel fashion system. Arisa li ha scelte pure per passeggiare in lungo e in largo sul palco dell’Ariston. Saranno comode? Probabilmente sì. Lo stilista si avvale di consulenti professionisti in grado di coniugare aspetti di ergonomia ai requisiti di design richiesti dal suo ideatore e inoltre la tomaia di ogni calzatura è studiata per avvolgere ed enfatizzare la sinuosità della caviglia femminile. Altro plus del brand è una manifattura totalmente made in Italy in grado di dar vita ad idee e visioni di stile, anche quelli più pazzi ed estrosi.

Modelli che richiamano l’universo onirico di Salvador Dalì,  le forme lucidissime dal gusto kitsch dell’artista statunitense Jeff Koons, la banana di Andy Warhol ritratta nel disco dei Velvet Underground, ma anche le tanto amate pilloline della modella Edie Sedgwick.  In occasione della Settimana della Moda milanese Nicolò debutta con una nuova linea di scarpe per l’a/i 2015/16, una collezione decisamente avant-garde.

Le sue scarpe sono ormai dei veri e proprio oggetti del desiderio per le shoes addicted (come le “Oh my deer”, pantofola con cervo-scultura o le décolleté «Swan in Venice» ricoperte di piume di gallo) e uniscono pellami pregiati a materiali avveniristici. Tacchi vertiginosi si mescolano ad altezze soft fino ad arrivare a stivali cuissard in tessuto gommato che avvolgono interamente la gamba. Le flat ricordano quelle indossate da Lolita nel film di Stanley Kubric, proiettando il suo fruitore in un mondo fatto di capricci e di cose proibite.
 Bilanciando provocazione e umorismo, Giannico reinterpreta la femminilità innocente e maliziosa della protagonista. Bocche goffrate di vernice “alla Dalì” sbavano sulle calzature, simbolo di una sussurrata passione e di una sensualità dissacrante e ricercata.