di Carblogger.it

Et voilà. Il double chevron di Citroen è volato via. Con il lancio al Salone di Ginevra della nuova DS5, la gamma DS, come già previsto dalla strategia PSA (a proposito bella inversione a U nei conti dei francesi), diventa a tutti gli effetti indipendente da Citroen.

Finora però il marchio DS sembra esser passato senza lasciar traccia. La conferma dai numeri: nel 2014 si sono vendute (o assemblate, per dirlo alla PSA) 118.472 DS. In Europa, i francesi hanno raggiunto 85.900 unità rispetto alle oltre 110 mila del 2013. L’inizio 2015 non è poi incoraggiante: -18,4%. Quasi un “miracolo” con la gamma attuale.

Anche perché senza un crossover, in particolare nel mercato premium, in Europa ormai si fa ben poca strada. Tanto più se l’offensiva sulle compatte delle tre tedesche (Audi, Bmw e Mercedes), riduce la fetta di mercato che le Case generaliste cercano di ritagliarsi nell’alto di gamma. Il marchio poi non sembra esser percepito realmente come premium: il posizionamento DS, a parità di contenuti, rispetto alle concorrenti tedesche ha un gap di prezzo di oltre il 13%. Troppo.

Non resta che la Cina: 26 mila DS vendute, molte delle quali prodotte nello stabilimento cinese di Shenzhen (DS5, DS5 LS e DS6). Oggi la Cina rappresenta il 22% delle vendite mentre solo un anno prima era al 2%. E’ qui che DS si gioca il futuro. E’ qui che il bicchiere diventa (solo) mezzo pieno. Ancora troppo poco per brindare.

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