“Il Senato ha tutto il diritto di abolire i vitalizi dei senatori condannati, non serve una legge”. Mentre in Parlamento ancora continua la discussione sul tema, il presidente di Palazzo Madama interviene in contrasto con il parere del presidente emerito della Consulta Cesare Mirabelli (“non è fondato”) che invece aveva parlato delle difficoltà “costituzionali” di un provvedimento simile.

“L’abolizione dei vitalizi”, ha detto Grasso, “non è una sanzione penale accessoria, quindi non c’è alcun divieto di retroattività di cui tener conto”. In un documento illustrato agli uffici di presidenza ha definito “paradossale” la tesi espressa dal costituzionalista Mirabelli, secondo cui servirebbe una legge. La materia, secondo Grasso, “è ricompresa nell’autonomia normativa delle Camere”. La seconda carica dello Stato ha poi fatto riferimento alla legge Severino: “Quando una condizione di eleggibilità viene meno cade il presupposto sia per l’esercizio di una carica sia per la percezione di emolumenti che sono collegati ad una carica che non si può più ricoprire. E questo deve riguardare anche i vitalizi e le pensioni”.

Oggi a palazzo Madama si è tenuta la riunione congiunta dei collegi dei questori di Camera e Senato dedicata al tema dello stop ai vitalizi per i parlamentari condannati. Secondo quanto si è appreso, gran parte dell’incontro in realtà si sarebbe incentrato sulla questione del ruolo unico del personale delle amministrazioni.