The show must go on”, cantava Freddie Mercury. La macchina-moda è pronta per ripartire. Manca meno di un giorno per l’avvio della Milano Fashion Week. I riflettori sono già tutti puntati sul capoluogo lombardo, mentre, le modelle da Londra stanno per raggiungere Milano. I catwalks vedranno sfilare alcune delle ragazze più belle del mondo. Ma come saranno truccate? Alcune di loro sono più belle senza trucco? Michele Magnani, Global Senior Artist di MAC Cosmetics, racconta che “l’era delle top model dal forte carisma, come Cindy Crowrod, Claudia Schiffer e Linda Evangelista, è ormai scemata. Gli stilisti cercano donne che sono come tele da disegnare. Bellezze acerbe che si possono adattare ad ogni tipo di look. Alcune di loro hanno sembianze “angeliche”, possiedono una pelle luminosa e unica, altre invece, conservano qualche piccolo inestetismo. In fondo anche le modelle sono varie, come tutte le donne del mondo”. Tra segreti da backstage e retroscena da passerella, ma anche anticipazioni sulle tendenze beauty del prossimo autunno/inverno 2015-2016, ecco che il senior make up artist d’origine toscana, confida a bassa voce, quasi fosse una rivelazione: “per me l’arte del make-up equivale a svelare la bellezza naturale di una donna, quella che tiene nascosta per timidezza o inibizioni”.

Quali sono le difficoltà che si riscontrano più frequentemente quando si truccano le modelle?
Il trucco dipende sempre dall’ispirazione della sfilata e dello stilista. Le difficoltà più frequenti stanno nell’adattare il make-up a ragazze dalle fisionomie ed etnie diverse. Ad esempio, applicare l’eyeliner sugli occhi di una donna russa, non è come stenderlo su quelli di una donna asiatica, la cui caratteristica è di avere una palpebra abbastanza piatta. Bisogna avere, quindi, dimestichezza e abilità con la tecnica per fronteggiare questo genere di problematiche come, ad esempio, rendere la palpebra asiatica quando più tridimensionale possibile. La demo (dimostrazione) del look scelto per la sfilata si prova generalmente due/tre ore prima dell’inizio dello show, sulla prima modella che arriva in backstage, per poi riprodurlo su tutte le altre. Se però la demo sarà eseguita su una modella dalla pelle chiarissima, si avranno poi delle difficoltà quando bisognerà truccare quella dall’incarnato ambrato o scuro, perché i pigmenti dei vari prodotti si comporteranno in maniera diversa, se mescolati al colore del suo viso.

La loro pelle dopo svariate sessioni di trucco/strucco, ma anche dopo ore di shooting e prove, appare irritata, spenta e poco luminosa? Di quali accorgimenti ha bisogno?
In genere, le modelle per un mese e mezzo dormono poco. Alcune di loro soffrono per i vari jet lag tra New York, Londra, Milano e Parigi. In più di trenta giorni detergono la pelle con dell’acqua dal ph sempre diverso, il che non aiuta. Noi puntiamo molto sul rispetto e la protezione della loro pelle, che in alcuni casi, appare visibilmente irritata. Cerchiamo di utilizzare oli struccanti delicati, pennelli sempre puliti e disinfettati e applichiamo il mascara con scovolini monouso. Anche se il tempo è sempre poco, prima dell’avvio del fashion show, quando possibile, cerco di reidratare la loro pelle, massaggiando sul volto alcune gocce di olio essenziale, oppure, qualche noce di crema, come la Complete Comfort Creme o la Mineralize Face and Body Lotion. Inoltre, quando stendo il primer o il fondotinta lo mescolo sempre a prodotti idratanti per renderli più nutrienti sulla pelle.

Durante le sfilate il tempo è sempre prezioso. Quanti minuti occorrono per realizzare un make-up completo su ogni modella?
Il backstage inizia tre o quattro ore prima della sfilata stessa. La prima ora si prova il trucco-demo sulla prima modella, dopo di che, il team di lavoro andrà a ripeterlo sulle altre mannequins. Il gioco si fa duro quando arrivano le top model, che sono sempre di corsa, reduci da una sfilata. In quel caso, c’è un teamwork composto da due o tre truccatori che contemporaneamente tolgono via il trucco del precedente show e idratano la pelle per poi truccarla nuovamente, in massimo quindici minuti. L’adrenalina sale sempre dieci minuti prima dell’entrata in passerella, quando le modelle sono posizionate in fila indiana lungo la line up. In pochi minuti, bisogna ritoccare il trucco di tutte loro, soprattutto se il calore del phon o dei faretti durante la prova passerella ha cercato di scioglierlo.

Durante la New York Fashion Week si sono intraviste in passerella manicure dalle tonalità scurissime o nail art create a partire dal bianco. A Milano, invece, quali saranno i must-haves nails?
Le tonalità nude la faranno da padrone. In genere Milano non osa molto in tema smalti, ma punta su un’idea d’italian beauty decisamente bon-ton chic. I colori che non mancheranno saranno sicuramente il tortora, il marsala (colore Pantone dell’anno) e cromie rigorosamente tinta unita.

Qual è il tratto distintivo del suo maquillage, la sua firma durante i backstage?
Innanzitutto cerco di instaurare con le modelle un rapporto amichevole, di rilassatezza, perché appaiono sempre molto stanche e spesso non sono disposte ad aprirsi al dialogo. Il mio punto fisso? La perfezione della pelle. Ci tengo molto. Amo quelle iper-naturali, impreziosite da tocchi di luce. Non mi piace che nei miei make-up si noti un’epidermide trascurata.

Quali sono le sfilate che seguirà più da vicino e la vedranno coinvolta in prima persona? 
Truccherò le modelle dei quattro finalisti del concorso “Next Generation”. Mercoledì 24 febbraio, sarò il key artist della sfilata di Stella Jean e Luisa Beccaria, a seguire Elisabetta Franchi, Vivetta, I’m Isola Marras e, infine, l’ultimo giorno del calendario, sarò il make-up artist di alcuni talenti della Camera Nazionale della Moda. Conclusa la Milano Fashion Week seguirò i backstage delle sfilate di Praga e Parigi.

Anticipazioni da passerella. Ci sveli qualche tendenza make-up per la F/W 2015-2016? 
I make-up proposti saranno piuttosto minimali, non costruiti, dalle tonalità trasparenti che mettono in risalto gli occhi grazie a smokey eyes rivisitati e snelliti da eccessivi grafismi. I vari look saranno indirizzati a donne credibili, poco artefatte, che vogliono rimanere se stesse, utilizzando il maquillage solo come un messaggio di bellezza.

E’ difficile ridurre il trucco impeccabile da sfilata nella vita quotidiana? 
No, non lo è assolutamente. Il “trucco” sta proprio nell’affidarsi inizialmente a un make-up artist professionista che consiglierà i prodotti adatti in base ai vari tipi di pelle e d’incarnato e spiegherà come applicarli per valorizzare al meglio la propria fisionomia e prossemica facciale. Dopo questa beauty lesson, a mio avviso fondamentale, sarà facile a casa ripetere il trucco consigliato e, in massimo dieci minuti, le jeux sont fait.