I riflettori della moda si spengono su Londra. La city cede il testimone a Milano, nel lungo mese dedicato alle collezioni per il prossimo inverno che si chiuderà, come di consueto a Parigi. Da sempre considerata la più provocatrice tra le capitali della moda, Londra conferma la sua attitudine alla sperimentazione, anche se con qualche distinguo. Grande assente di questa edizione è Tom Ford, che ha preferito approfittare della concomitanza con gli Oscar, per sfilare a Los Angeles e godere della presenza di affezionate celebrities.

In patria, invece, si festeggia Gareth Pugh, che celebra i dieci anni di attività con uno show al Victoria & Albert Museum. Una collezione total black, cui fa da contrasto solo la croce rossa di San Giorgio dipinta sul viso delle modelle. Cappotti, cappe e pellicce sono corvini, abbinati a stivali lunghi e dritti fino al ginocchio per una donna forte e dal carattere poco mansueto. Unica variazione sul tema, l’ultima uscita color porpora. Più tradizionale Mulberry, che si lascia ispirare dalle antiche case inglesi. La collezione è un inno a una femminilità pacata, bon ton, che cadono dritti fino alle caviglie e capispalla decorati. Il punto vita come massima espressione di sensualità.

Si ispira ai 12 segni zodiacali Matthew Williamson, che propone capi con stampe e motivi ripresi dall’astrologia, con connotazioni mistiche che emergono sugli abiti lunghi, sulle giacche e

ui pantaloni. I volumi sono ampi e la pelliccia la fa da padrone, anche negli accessori. È una ribelle con uno spirito green la donna pensata da Vivienne Westwood, che per la sua Red Label si ispira un po’ alla sua storia, alle sue origini lontane dalla città in cui si trasferisce solo dopo 17 anni scoprendo un amore per l’arte e la cultura in generale. Il contrasto tra le due anime si ripercuote nella collezione, in cui i colori sono accostati senza troppe regole, così come i capi: pantaloni di seta abbinati a t-shirt, gonne scozzesi e maglioncioni, abiti destrutturati e cardigan abbondanti.

La rivoluzione del colore colpisce anche Burberry Prorsum. Christopher Bailey, direttore creativo del brand, si smarca dall’idea che tutto sia solo tranch e cappotti. E così li ripropone, ma con un gusto nuovo, più contemporaneo, in tessuti e colori diversi: dalla pelliccia alla lana, scamosciati o con le frange. Ad affiancarli il poncho, eletto nuovo capo di stagione, adornato anch’esso di frange e fantasie geometriche colorate, e la pelliccia, rivisitata con stampe floreali. Una collezione che punta ad accendere i grigi inverni londinesi.

Infine Paul Smith, che sceglie di rimanere fedele al suo dna più classico, anche se con qualche ispirazione Anni ‘70. I cappotti sono ampi e lunghi, le giacche rivisitate in più forme: corte nei completi, senza maniche sopra gli abiti e i camicioni. Seta e flanella sono i tessuti prediletti, da affiancare senza timore. I colori sono quelli classici dell’autunno: beige, terra, bordeaux, grigio e nero, cui si affianca un rosa tenue.