La questione è sul tavolo del Parlamento da mesi, ma ancora nessuno si decide. Sull’abolizione dei vitalizi agli ex parlamentari condannati per mafia e corruzione sembrano essere tutti d’accordo, salvo poi cambiare idea quando c’è da intervenire in ufficio di presidenza. L’organizzazione di Libera, che ha sottoscritto la campagna per chiedere la cessazione dei pagamenti, ha pubblicato la lista di tutti i politici che su domanda non hanno mai espresso la loro posizione. In tutto gli eletti sono diciassette: i leghisti Roberto Calderoli e Raffaele Volpi; Antonio De Poli e Ferdinando Adornato di Per l’Italia; Edmondo Cirielli di Fratelli d’Italia; Antonio Gentile e Raffaello Vignali di Ncd; Hans Berger (Svp) e Lucio Barani (Gal); Stefano D’Ambruoso di Scelta Civica; Caterina Pes e Giovanni Sanga del Pd. In casa Forza Italia non rispondono in cinque: Lucio Malan, Cosimo Sibilia, Gregorio Fontana, Francesco Coma e Simone Baldelli.

Nelle prossime ore si incontreranno i questori della Camera e del Senato per cercare di sbloccare la situazione in entrambi i rami del Parlamento. “Io sono stato il primo a portare avanti questo discorso”, ha detto il presidente a Palazzo Madama Piero Grasso, “vedremo come risolvere”. Più volte in Aula è stata bocciata la proposta dei 5 stelle che chiedeva l’immediata abolizione dei vitalizi. Ora Libera ha deciso di portare avanti una campagna: dopo aver messo online la lista di chi non risponde, l’associazione fondata da Don Ciotti ha invitato a scrivere su Twitter o per email per chiedere di esprimere la propria opinione sul tema. “Più di 317mila cittadini”, si legge nell’appello, “su Riparte il futuro trovano la situazione semplicemente inammissibile. A poter cancellare questa vergogna sono i componenti del Consiglio di Presidenza del Senato e dell’Ufficio di Presidenza della Camera. A loro abbiamo scritto per chiedere se voterebbero a favore della cessazione immediata del pagamento del vitalizio a ex deputati e senatori condannati in via definitiva per reati di corruzione e per reati di mafia”.