“I negri sono le uniche persone con cui ho molti problemi. Veramente non mi sento a mio agio con persone dalle fattezze negroidi”. La consigliera locale dell’Ukip Rozanne Duncan aveva espresso questa opinione assai inusuale – almeno per la politicamente corretta classe dirigente britannica – proprio parlando con una rappresentante della formazione euroscettica guidata da Nigel Farage e alleata del Movimento Cinque Stelle all’europarlamento di Bruxelles.

La donna, rappresentante locale nel distretto di Thanet, in quel Kent dove l’Ukip sta avendo grandi successi, era già stata espulsa nel mese di dicembre dallo stesso Farage e ora continua a lavorare in politica come consigliera indipendente nello stesso distretto. Ma, a pochi mesi dalle elezioni politiche del prossimo 7 maggio e con l’United Kingdom Independence Party che ultimamente, nei sondaggi, un po’ arranca, rimane il dubbio su quale sia la vera “pancia” della formazione anti-Bruxelles di Farage, soprattutto dopo quel documentario della Bbc trasmesso domenica 22 febbraio e in cui, a proposito del partito più controcorrente del panorama britannico, ne sono state dette di cotte e di crude.

La donna intanto, con una lunga militanza nell’Ukip, ha detto alla Bbc di essersi sentita “tradita” dal partito, per essere stata espulsa senza un provvedimento ufficiale e senza nemmeno che il suo parere fosse ascoltato. Ma c’è di più. La donna ha anche detto alla televisione pubblica britannica di non essersi pentita affatto per quanto detto. “La mia era una pura descrizione – ha aggiunto – e ho usato la parola ‘negri’ così come voi fareste nella descrizione di asiatici, cinesi, musulmani ed ebrei. È una descrizione, non è un insulto. Come dire che gli ebrei appartengono a una comunità, che hanno una certa fede, che solitamente hanno nasi adunchi e che hanno mogli che indossano parrucche, se ortodosse. È una descrizione”. Dopo la trasmissione del programma, Farage ha comunque ripetuto le motivazioni dietro all’espulsione: “Chiaramente non capisce quali siano le profonde offese che ha causato con il suo commento. Noi abbiamo preso la giusta decisione”.

Rimane il fatto che l’Ukip, partito contrario all’immigrazione selvaggia dai Paesi del resto del mondo, compresa l’Europa, è salito alla ribalta più volte per comportamenti assai bizzarri da parte di alcuni dei suoi iscritti, militanti e rappresentanti locali. Nella storia dell’Ukip degli ultimi mesi – soprattutto dopo il successo alle elezioni europee di maggio 2014, quando la formazione euroscettica ha preso il 27% nel Regno Unito, affermandosi come primo partito – non sono mancate dichiarazioni razziste e omofobe, compresi appelli alla violenza verbale e fisica, spesso esternati da politici che sono stati prontamente espulsi, anche se non nella totalità dei casi.

Gli ultimi sondaggi hanno visto la formazione in calo, si calcola al momento che alle prossime politiche di maggio Farage possa portare a casa fra il 9 e il 10% dei voti, garantendosi comunque una piccola pattuglia di parlamentari a Westminster. Presente all’europarlamento da anni, nel 2014 l’Ukip ha avuto per la prima volta due deputati alla Camera dei Comuni, grazie alla defezione di due deputati conservatori che si sono fatti rieleggere con la nuova casacca in apposite elezioni suppletive. Per la legge del Regno Unito, infatti, quando un parlamentare cambia formazione politica si deve ricorrere a una ulteriore votazione da parte dell’elettorato, che deve così nuovamente poter dire la sua.