La casa natale di Sandro Pertini cade a pezzi. L’edificio, vecchio di 180 anni, sorge a Stella San Giovanni, il minuscolo comune dell’entroterra savonese dove il settimo presidente della Repubblica (scomparso esattamente 25 anni fa) nacque il 25 settembre 1896. Una porzione al primo piano dell’antica costruzione in pietra e mattoni è stata trasformata in museo. Acquistato dalla Regione nel 2008, inaugurato nel 2009, il museo conserva cimeli e ricordi delle lunga e avventurosa esistenza del capo dello Stato, in gran parte donati dalla vedova, Carla Voltolina, morta nel 2006. Antifascista socialista, l’avvocato Sandro Pertini patì il carcere fascista, partecipò alla Resistenza e dopo la guerra fu uno dei padri della Repubblica di cui ricoprì, dal 1978 al 1985, la carica più elevata.

La facciata dell’antico edificio, ricoperta di lastre di ardesia, sta cadendo a pezzi. Occorre un intervento urgente di ripristino. Anche per motivi di sicurezza. La porzione laterale è stata transennata ma la parte che dà accesso alle cantine al pianterreno, al museo e ai due appartamenti del primo e del secondo piano, subisce continui affronti: l’intonaco cade a pezzi e minaccia l’incolumità dei visitatori che nelle mattinate di sabato e della domenica, rendono omaggio al presidente partigiano. L’allarme sul degrado della casa di Pertini arriva dall’Associazione che gestisce il museo, una trentina di persone impegnate a tramandare la memoria dell’uomo che seppe dire di no alla grazia chiesta a sua insaputa dalla madre a Mussolini.

Elisabetta Favetta è la presidentessa dell’Associazione: “Anni fa ci rivolgemmo al presidente Ciampi, la casa stava andando in rovina. Ciampi ne interessò il ministero dei beni culturali e si arrivò all’acquisto di una porzione dell’immobile da parte della Regione Liguria. L’altro appartamento accanto al museo è di proprietà dei pronipoti di Pertini, i signori Tonna, il secondo piano è di un privato. Ho chiesto ad una ditta locale un preventivo per il rifacimento della facciata e mi hanno risposto che con 50mila euro il lavoro si può fare. Per noi sono un sacco di soldi, anche se gli altri proprietari dovessero partecipare alla spesa”.

Favetta confessa di aver pensato di lanciare una sottoscrizione pubblica. “Se ogni italiano versasse un euro raccoglieremmo cinquanta milioni! Troppa grazia. Ma sa come siamo noi liguri. Non ci piace chiedere….. Certamente non può intervenire il nostro comune, al quale, in base alla convenzione stipulata con la Regione, tocca semplicemente la manutenzione ordinaria”. Favetta col sindaco di Stella, Marina Lombardi, ha interpellato l’assessore all’urbanistica Raffaella Paita, ma in realtà la competenza diretta spetta al patrimonio della Regione, ovvero all’assessore Rossetti.

Il museo dedicato Sandro Pertini accoglie ogni anno decine di migliaia di visitatori. “Vengono da tutti Italia, con i pullman e le auto private – dice Favetta – Il ricordo di Sandro è ancora molto vivo fra gli italiani e lo scopo della nostra Associazione è precisamente questo: impedire che il tempo cancelli la memoria di un grande italiano. E’ importante che il suo esempio non vada perduto. Da ragazza, oggi ho passato i 60, mio padre, fervente socialista, mi portava ai suoi comizi. Lo ricordo sul palchetto, ad Albissola Marina, gesticolare e rivolgersi alla gente con la sua oratoria vibrante. Allora la politica si faceva così, non in televisione o su internet. E i giovani partecipavano. Ma oggi?”. In termini prosaici il museo potrebbe rivelarsi un buon investimento per il piccolo comune di 3.200 abitanti a una decina di chilometri dal mare. Favetta è perplessa: “Purtroppo non abbiamo strutture ricettive e i turisti di solito, completata la visita, se ne tornano ad Albisola. A settembre la fiaccolata in onore di Pertini, nell’anniversario della nascita, avvenuta il giorno 25, richiama una gran folla. Potremmo cominciare da lì”.