“Sono vittima di bullismo, la gente mi fa male, le autorità non risolvono niente. Quindi vado a regolare i conti”. Con queste parole un uomo ha annunciato alla tv locale Prima la strage che avrebbe compiuto mezz’ora dopo, intorno alle 12.30, in un pub di una città della Moravia, Uhersky Brod, nell’est della Repubblica Ceca.

Un gesto folle che ha ucciso sette uomini e una donna e che fin dai primi istanti ha fatto escludere la pista terroristica al ministro dell’Interno di Praga, Milan Chovanec. Il killer, 62 anni, era affetto da disturbi psichici. Incensurato, disoccupato e capace con le armi, ne ha usate due e dopo avere sparato 25 colpi all’interno del locale – nel quale si trovavano circa 20 persone – si è tolto la vita.

“Non si tratta di un atto terroristico ma di un gesto disperato di un residente locale, che deteneva legalmente le armi con cui ha colpito”, ha detto Chovanec, arrivato sul posto in serata insieme al capo della polizia Tomas Tuhy. “Confermo che non ci siamo mai trovati di fronte ad un caso simile, è una grande tragedia”, ha aggiunto Tuhy, senza fornire particolari per non minare il prosieguo delle indagini.

Il redattore in servizio alla tv Prima ha cercato invano di trattenere l’uomo al telefono mentre digitava il numero della polizia. “Aveva invitato i cameraman della tv in piazza Marianske a Uhersky Brod. Ha detto che avremmo visto che cosa sarebbe successo”, ha raccontato il reporter Pavel Lebduska.

Secondo i testimoni, l’uomo aveva un piano ben preciso. Prima è entrato nel ristorante per vedere l’ambiente, poi è uscito per rientrarci armato, e ha cominciato a sparare. “E’ entrato un uomo sconosciuto, ha tirato fuori un arma corta ed è stato l’inferno”, ha raccontato alla tv Pavel Karlik, il proprietario del ristorante. “Siamo fuggiti dall’uscita di dietro, pensavamo che stesse sparando con un’arma a gas, invece poi abbiamo visto fuggire una donna ferita“, ha proseguito. La donna, la cameriera del ristorante, gravemente ferita con due colpi in petto, è finita all’ospedale di Uherske Hradiste: è stata operata ed è in condizioni gravi, ha confermato il portavoce dell’ospedale.

“All’entrata nel ristorante ho incontrato un uomo brizzolato, con baffi, un giubbotto blu, probabilmente era lui”, ha raccontato al sito lidovky.cz un altro testimone, il 33enne Petr Gabriel, l’unico che ha visto l’aggressore in faccia. “Sono andato in bagno, lì ho ricevuto una telefonata che probabilmente mi ha salvato la vita. Mentre telefonavo ho sentito i colpi e le urla della gente e poi il silenzio”, ha detto, aggiungendo di aver seguito nel bagno le informazioni del massacro su internet dal suo cellulare. Due ore dopo è stato salvato dalla polizia. Secondo i soccorritori arrivati sul posto, tutte le vittime sono morte con colpi alla testa. “Non c’è nessuno da salvare, ci sono solo morti”, ha detto uno di loro.