Rosi Bindi (Pd) attacca l’ex ministro Maria Carmela Lanzetta che il 26 febbraio sarà sentita dalla Commissione parlamentare antimafia. “Dopo un’intervista che ha rilasciato nei mesi scorsi, in cui ha dichiarato di non aver mai parlato di ‘ndrangheta in relazione alle intimidazioni subite, – ha affermato la Bindi – bisogna capire se la Lanzetta è un simbolo dell’antimafia o no. L’esperienza Girasole insegna”. Il riferimento è al caso dell’ex sindaco di Isola Capo Rizzuto, Carolina Girasole, arrestata l’anno scorso nell’inchiesta contro la cosca Arena. La Bindi preferisce, inoltre, non parlare sulle motivazioni che hanno spinto la Lanzetta a non accettare, dopo le dimissioni da ministro, l’incarico di assessore regionale calabrese perché Oliverio ha nominato in giunta anche Nino De Gaetano, l’ex consigliere del Pd per il quale la squadra mobile di Reggio Calabria aveva chiesto l’arresto alla Procura nell’ambito dell’indagine “Il Padrino” contro la cosca Tegano. “Lei non si preoccupi. – risponde la presidente dell’Antimafia al cronista del ilfattoquotidiano.it – Su questo non le rispondo”. La Bindi, infine, si è soffermata anche sulle infiltrazioni negli Enti locali. “Le prefetture stanno valutando di disporre l’accesso antimafia ad alcuni Comuni e Province”  di Lucio Musolino