Il governo libico  di Tobruk, riconosciuto dalla comunità internazionale e guidato dal premier Abdullah Al Thani, “ha deciso di rivedere tutti i contratti con compagnie straniere e di escludere le società turche dalla possibilità di operare in Libia”. Lo ha annunciato lo stesso esecutivo, senza fornire motivi per la decisione. In passato però questo governo libico, con sede nell’est del Paese, ha accusato la Turchia di ricevere funzionari del governo rivale che controlla l’ovest della Libia.

Il parlamento  di Tobruk avrebbe annunciato anche di aver sospeso la sua partecipazione al dialogo nazionale sponsorizzato dell’Onu. Il terzo round dei colloqui è in programma giovedì a Rabat, in Marocco. Lo riferisce la tv satellitare al-Arabiya. Il portavoce del parlamento di Torbuk, Faraj Buhashim, aveva già ventilato la possibilità di boicottare il dialogo in un’intervista pubblicata oggi dal quotidiano pan-arabo al Sharq al Awasat.

Potremmo annunciare di “fermare, definitivamente, il dialogo a seguito degli attacchi terroristici che hanno colpito decine di civili ad al-Qubbah“, ha detto Buhashim in riferimento agli attacchi suicidi nella città della Libia orientale, a ovest di Derna, rivendicati da jihadisti legati all’autoproclamato Stato Islamico. “Fermeremo tutto per discutere la sospensione della farsa del dialogo”, ha ribadito Buhashim.

L’inviato speciale dell’Onu Bernardino Leon non ha commentato la notizia: Leon “è impegnato in intensi contatti” in vista del nuovo tavolo negoziale che dovrebbe tenersi giovedì in Marocco e non abbiamo al momento annunci da fare”: lo ha detto il portavoce dell’Onu Stephane Dujarric rispondendo a domande di giornalisti sulle notizie stampa secondo cui il governo libico, riconosciuto internazionalmente e costretto a riunirsi a Tobruk, avrebbe annunciato di “aver sospeso” la partecipazione ai colloqui sotto l’egida Onu.