Più di 100 case editrici e 60 appuntamenti per aprire la stagione culturale italiana del 2015 all’insegna della letteratura. Torna a Modena portando con sé vignettisti, comici, scrittori e giornalisti, il Buk Festival, la rassegna internazionale dedicata alla piccola e media editoria, che il 21 e il 22 febbraio, al Foro Boario, inaugura ufficialmente un nuovo anno di fiere ed eventi culturali dislocati lungo tutta la penisola con una due giorni di incontri e anteprime dedicate al tema chiave della carta stampata: la libertà d’espressione.

Appuntamento centrale dell’ottava edizione del festival sarà l’omaggio alle vittime della strage nella redazione della rivista satirica parigina Charlie Hebdo commemorate nel corso della rassegna denominata “Matite in libertà”, mentre ai quattro celebri vignettisti uccisi nel corso del massacro, Cabu, Wolinski, Charb e Tignous, verranno dedicate le quattro sale del Foro che ospiteranno la manifestazione, “affinché possano restare accanto al pubblico e ai lettori”.

Domenica 22, quindi, a Modena si parlerà di “Fare fumetti, l’evoluzione delle matite”, dalla carta al digitale, dall’edicola al web, e dall’editore al crowdfunding, per raccontare com’è cambiato nel tempo il mestiere del fumettista. Protagonista sarà Guido De Maria, padre di Supergulp!, storico disegnatore di Epoca negli anni di Enzo Biagi e firma di centinaia di caroselli. Con lui anche la scrittrice bolognese Barbara Baraldi, sceneggiatrice delle storie nella serie originale di Dylan Dog, oltre a Vincenzo Balzano, Ryan Lovelock, Daniele Orlandini. Subito dopo, in sala Wolinsky, l’appuntamento sarà con “Je suis Charlie. La satira riflette su se stessa (ma le viene da ridere)” il volume di Sagoma Editore, i cui proventi andranno a famigliari delle vittime, che sarà presentato in anteprima al Modena Buk Festival e che riunisce testi inediti composti per l’occasione, tra gli altri, da Moni Ovadia, Spinoza.it, Sergio Staino, Cochi Ponzoni, Dario Vergassola e Vinicio Capossela. A seguire un dibattito di attualità dedicato al ruolo della satira oggi, in Italia e nel mondo, che vedrà, tra gli ospiti, l’editore di Sagoma, Carlo Amatetti, lo stand up comedian Saverio Raimondo e i comici Andrea Santonastaso e Stefano Nosei.

A tagliare il nastro dell’ottava edizione di Buk, sabato 21 febbraio, invece, l’attore e comico Enzo Braschi, volto familiare al grande pubblico tv, che in anteprima per il Festival presenterà “Mi chiamo bisonte che corre”, un’autobiografia che ripercorre l’infanzia dell’autore, le sue prime esperienze nel mondo dell’arte, gli anni della gavetta e infine la sua affermazione nel mondo dello spettacolo. Per gli appassionati di sport, invece, l’appuntamento è in sala Cabu, dove il celebre cestista Pierluigi Marzorati presenterà la sua biografia, “La leggenda dell’ingegnere volante”. E prima nazionale al Buk sarà anche per “Labirinto di specchi”, il nuovo romanzo di Mario Ventura, viceprefetto di Modena, e per “Nicolò Leon: il Generale bambino” di Giovanni Gargano, che racconta la drammatica esperienza della perdita del figlio appena pochi mesi dopo la sua nascita, e che devolverà i proventi della vendita del volume al progetto “Nicolò Leon”, per donare latte materno al reparto di Neonatologie degli ospedali di Modena e Reggio Emilia.

Buk Festival 2015, poi, rinnova l’appuntamento con il teatro di produzione. Debutta infatti sabato 21 febbraio, nella Chiesa di San Carlo di Modena, alle 21, lo spettacolo teatrale “Maguy – La Prisons des Inconnues”, scritto e diretto da Francesco Zarzana, e interpretato dalle attrici francesi Angélique Cavallari ed Emmanuelle Moreau, dedicato alla storia di Marguerite B, reclusa in un Istituto di correzione per ragazze difficili.

Novità dell’ottava edizione della kermesse, infine, sarà il progetto AutoBuk, realizzato in collaborazione con Seta, gestore unico del servizio di trasporto pubblico locale. Uno spazio letterario itinerante allestito a bordo di un autobus che circolerà per le strade di Modena carico di libri. Al suo interno, incontri con scrittori, presentazioni letterarie, interviste e reading. “Leggere libri in autobus – spiegano gli organizzatori del Festival – è una bella abitudine e noi vorremmo che restasse tale, nonostante oggi sia più facile incontrare persone chine sui loro smartphone, piuttosto che su un libro. E poi l’autobus è un luogo di incontro naturale, un luogo dove le storie si incrociano.È già di per sé un contesto culturale”.