La fiducia in Renzi è stabile, Berlusconi sottovaluta il “fattore Fitto”. Gli italiani temono attentati ma ma bocciano l’opzione militare in Libia. Tra i partiti salgono Pd e Forza Italia, cala il M5S, pressoché stabile la Lega Nord. Sono questi gli orientamenti degli italiani secondo i sondaggi di Ixè, in esclusiva per Agorà (Raitre). Sul fronte dei partiti il Pd guadagna lo 0,3%, passando dal 37,5% al 37,8%. Registra una flessione, invece, il Movimento 5 Stelle che passa dal 19,1% al 18,7%. Sul versante del centrodestra, la Lega è sempre avanti a Forza Italia (13,8% e 13%). Sale, intanto, il dato sull’affluenza alle urne, che in una settimana passa dal 58,3% al 60,5%. Sul fronte del Governo resta stabile nell’ultima settimana la fiducia in Matteo Renzi attestata intorno al 40%.

Dal campione, sostiene l’istituto di Roberto Weber, viene apprezzata l’accelerazione sulle riforme (legge elettorale e Senato) mentre non sembra aver lasciato strascichi la polemica sulla compressione dei tempi e sulla limitazione del dialogo con le opposizioni. Secondo il 69% degli intervistati, anzi, il premier avrebbe fatto bene a “forzare la mano” nell’iter parlamentare. Un giudizio negativo, invece, arriva dal 22%. Il leader più apprezzato si conferma il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, la cui fiducia cresce fino al 68% (+2%). Pressoché stabili gli altri leader politici: Salvini 24%, Grillo 14%, Alfano 12%, Berlusconi 11%. Scende invece la fiducia nel governo, oggi al 33% contro il 35% della rilevazione della scorsa settimana, con un calo di due punti. Guardando alle tensioni dentro Forza Italia Ixè ha anche valutato il “bacino elettorale” di Raffaele Fitto, che Berlusconi aveva collocato all’1,3%: secondo il sondaggio sarebbe invece tra il 2,5% e il 4%. Un dato che può avere una valenza pesante dopo le manovre di isolamento decise dai vertici sulla Puglia. contro l’opposizione interna dei fittiani.

Non sembra avere fatto breccia al Sud la campagna di Matteo Salvini che registra nelle regioni meridionali un calo di consensi. Nelle intenzioni di voto li gradimento scende: la forbice è tra il 6,5% e il 9,5% mentre il 13 febbraio era tra 7,8% e 10,8%. E tuttavia il cavallo di battaglia dell’immigrazione ha ancora una presa forte sull’elettorato nazionale. L’uscita che ha sollevato un polverone sugli immigrati che “andrebbero lasciati al largo” delle coste italiane sembra aver portato ulteriori consensi: un italiano su tre (esattamente il 34%) è d’accordo con il segretario della Lega Nord. Resta tuttavia un’ampia maggioranza, circa il 60%, che invece non apprezza affatto le parole di Salvini.

Ixé tasta anche le paure degli italiani alla luce del rischio Isis. Il 72% del campione teme effettivamente che i terroristi islamici possano agire sul suolo italiano con attacchi. E tuttavia l’ipotesi di un intervento militare in Libia viene bocciata dal 63% del campione. A non temere attentati è il 25% degli intervistati, a favore di un’azione militare è il 27%, con un 10% che “non sa”.