Meno di un tempo di una partita di calcio, molto più breve rispetto alla durata del discorso d’insediamento del governatore, praticamente un break per la pausa caffè. I deputati regionali siciliani ci ricascano: e per l’ennesima volta disertano i banchi di Sala D’Ercole, costretta a chiudere i lavori dopo pochi minuti. Anche questa volta la durata della seduta è di quelle record: inizio fissato per le ore 16, tipico quarto d’ora di ritardo, il tempo di sedersi sul suo scranno ed ecco che il vice presidente Antonio Venturino ha sciolto le righe. L’orologio segnava le ore 16 e 32, per una durata netta di ventidue minuti: praticamente il tempo di un caffè.

Il motivo di tanta celerità? Sempre lo stesso: la penuria di deputati in aula. Su novanta parlamentari si sono fatti vedere solo in venticinque: e dire che all’ordine del giorno c’era la votazione del Dpef. Un appuntamento importante per una Regione costretta a varare l’esercizio provvisorio di bilancio: i deputati, però, avevano evidentemente di meglio da fare. Solo l’ennesimo caso in cui l’Assemblea apre i battenti per richiuderli subito dopo. Questa volta però il vice presidente avrebbe potuto applicare la sanzione di 250 euro ad ognuno degli onorevoli assenteisti, in modo da raggranellare in totale 16mila euro di multa. “Venturino ha sciolto l’assemblea per mancanza del numero legale. Ma non avrebbe potuto farlo, perché nessuno lo ha richiesto. Avrebbe dovuto fare votare, cosa che gli avrebbe permesso di constatare la mancanza del numero legale. Ma in quel caso sarebbero scattate le penalità per gli assenti: è una vergogna” attaccano i parlamentari del Movimento Cinque Stelle, imbufaliti contro l’ex pentastellato Venturino, espulso da Grillo due anni fa.

“E’ inutile che i deputati urlino, non è giusto prestare il fianco a giochini e usare quel pulpito per fare cose che non danno onore all’Ars. Quindi ho trovato giusto rimandare l’aula. C’è forse qualcuno che scambia Sala d’Ercole per una piazza, per fare quello che qualcuno sostiene essere politica”, replica il diretto interessato ai microfoni dell’agenzia Adnkronos. Solo il polemico epilogo di un film che all’Ars è stato già trasmesso. Di sedute lampo, infatti, il Parlamento regionale siciliano ha dimostrato di essere esperto. Ci sono le sedute medie, come quella che il 15 ottobre 2014 era durata 57 minuti, o quelle velocissime, come il 23 ottobre 2013, quando Sala d’Ercole aveva chiuso i battenti nel giro di 19 minuti tondi. Una riunione flash, che però – secondo l’edizione locale di Repubblica – aveva fatto guadagnare ad ogni parlamentare 27 euro al minuto, cioè 1.614 euro l’ora.

Più o meno come è accaduto nelle scorse ore. E dire che di cose da fare all’Ars ne avrebbero parecchie. La poltrona di vice presidente, per esempio, è vuota da giugno, la legge che abolisce definitivamente le province aspetta da un anno di essere completata, mentre di bilancio non si parla da tempo. Uno si chiede: i deputati siciliani fanno sedute brevi perché poi alla fine si riuniscono spessissimo? Nossignore: all’Ars non solo le sedute durano spesso pochi minuti, ma vengono anche convocate con misura . In tutto il 2014, per esempio, i novanta parlamentari siciliani si sono riuniti 78 volte in totale, circa una volta a settimana, mentre da gennaio ad oggi le sedute sono state appena dieci. Tutto questo nonostante la lunghissima pausa estiva durata dal 7 agosto al 18 settembre, e cioè ben trentadue giorni di ferie, ovviamente pagate. Numeri che hanno solleticato al deputato renziano Gianfranco Vullo un fatale interrogativo. “Molti di noi – aveva detto il parlamentare del Pd – stanno cominciando a valutare se questi ottomila euro che guadagniamo servono per la nostra dignità”.

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