“Quelli che abbiamo individuato, li puniremo con grande severità e durezza” ha dichiarato all’istante il premier Matteo Renzi, dopo le violenze dei tifosi olandesi del Feyenoord nella Capitale. La severità e la durezza, però, come vedremo non sono affatto certe. Roma per due giorni s’è trasformata in un campo da guerra. Le ore di guerriglia, con fumogeni e bombe carta in piazza di Spagna e con la Barcaccia del Bernini danneggiata, finiscono con le prime 19 condanne per direttissima nei confronti degli hooligans del Feyenoord. Partiamo dai loro reati: resistenza, lesioni e oltraggio a pubblico ufficiale. Otto ultras hanno patteggiato una pena di sei mesi di reclusione, commutata dal giudice monocratico in 45mila euro ciascuno, unito al divieto di dimora nella Capitale.

È certo che pagheranno questa cifra? “Dobbiamo augurarci che i condannati posseggano dei beni per ottenere la riscossione della pena”, dice una fonte investigativa a ilfattoquotidiano.it. “Anche se arrivano rassicurazioni dall’ambasciatore olandese sulla massima collaborazione per punire i colpevoli, per aggredire eventuali patrimoni dei condannati – continua la nostra fonte – è comunque necessaria una collaborazione tra Italia e Olanda che funzioni alla perfezione”. Collaborazione che sarà necessaria anche per due condannati che, invece, non hanno patteggiato e dovranno pagare rispettivamente 30mila e 40mila euro ciascuno. C’è poi il caso di chi, invece, è stato condannato alla reclusione: per sei hooligans è stata disposta la pena di 8 mesi, per altri tre, invece a 1 anno e 4 mesi di reclusione, oltre il Daspo e il divieto di dimora a Roma, che è stato inflitto a tutti. Sconteranno la pena? E dove? Per tutti loro, c’è la sospensione condizionale, perché la loro condanna non è superiore ai due anni. Quindi niente carcere. A meno che non dovessero commettere un altro reato, perché, nell’ipotesi, sconterebbero anche la pena che per ora è sospesa, ma questo è ovviamente un altro discorso. “Sono reati minori – continua la nostra fonte – e punirli pesantemente non è possibile”.

E arriviamo a i fatti di Piazza di Spagna, per i quali sono stati convalidati gli arresti di altri quattro tifosi. I reati sono sempre lesioni e resistenza a pubblico ufficiale ma, per loro non c’è ancora alcuna condanna: il processo è stato fissato per il 24 febbraio. Se la lista delle accuse dovesse allungarsi, se si dovessero superare i tre anni di pena, il discorso potrebbe cambiare. Ci sarebbero altre ipotesi di reato – oltre a quelle già contestate anche agli altri hooligan – tra cui il danneggiamento di opere d’arte – per il quale la pena può arrivare a 15 anni di carcere. In questo caso niente pena sospesa e si potrebbe chiedere l’estradizione perché non c’è più il limite che impedisce di pretendere l’applicazione delle misure cautelari. Ovviamente con l’accordo delle autorità dell’Aia. Ma siamo nel campo delle ipotesi, perché il reato di danneggiamento a opere d’arte non è ancora stato contestato. “Li puniremo con severità e durezza”, ha detto Renzi, ma gli otto che hanno patteggiato sono già andati via dall’Italia, con un volo per Rotterdam dall’aeroporto di Fiumicino. Ed è concreta la possibillità che non vedremo neanche un centesimo dei 360mila euro che devono pagare. Restano i danni, con la Barcaccia del Bernini scheggiata, i suoi frammenti ritrovati sul fondo della vasca, nel frattempo trasformata in discarica da 28 hooligans olandesi.