Indignazione, rabbia e disgusto. Questi sono i sentimenti che pervadono guardando le immagini di devastazione degli olandesi sui monumenti di Roma.

Scrivo appositamente olandesi e non tifosi del Feyenoord, perché così avrebbero titolato i quotidiani del paese dei tulipani se nostri tifosi avessero avuto un decimo del comportamento delinquenziale nelle loro città.

Non bastano però gli strali del sindaco Marino nella eccezionalità del disastro compiuto, poiché anche nella normalità non c’è nessun segno di controllo preventivo e repressione sui fenomeni più gravi a danno dei monumenti.
Se valesse il principio che i bivaccamenti ed il conseguente imbrattamento sono reato e non cornice del pittoresco, i cari turisti delle nazioni cosiddette civili verrebbero con altro rispetto nelle nostre città.
Fatto è che basta girare nei nostri centri storici per vedere l’atteggiamento di questi campeggiatori estemporanei, davanti agli Uffizi o in piazza della Signoria, dove ho visto ragazze stese su tappetini a spalmarsi crema solare come in spiaggia… d’altra parte, come in spiaggia, circolavano venditori ambulanti di ogni genere.

Il problema è che chi dovrebbe garantire il decoro è comandato da una classe dirigente politica che poca dimestichezza e sensibilità nutre per la Bellezza. Non dico cultura, ma neanche erudizione data dalla lettura di qualche libro e la visita a qualche museo; certo non può albergare la sensibilità in soggetti sovrastimati sia professionalmente che economicamente con i quali, dialogando, sembra di essere in un cinepanettone. Avendo sovente parlato con questa classe politica e dirigente ho avuto molte volte l’impressione (parlando di Beni Culturali ) che per loro il Rosso Fiorentino fosse un comunista toscano, Brunelleschi un assaggiatore di Brunello ed il Palazzo dei Diamanti la sede dell’associazione orafa.

D’altra parte l’arroganza del potere, anche economico, disinvoltamente esercitato non può scaturire in moti di pressione e dignità nei confronti di chi deturpa il nostro patrimonio artistico. Da una classe dirigente poi  che svende una parte della nostra storia, come nel caso del Colosseo Quadrato dell’Eur per “salvare” il groviglio inutile delle solite archistar, non c’è da aspettarsi nulla di buono.

Nulla che porti anche ad avere la forza morale di  tutelare, valorizzare e reprimere, anche duramente, chi osa devastare le nostre città.