Carlo Cantini è una persona comune, una di quelle che non passerà alla storia per le frequentazioni di salotti bene o aperitivi giusti, gli manca il tempo e la volontà di prestarsi a questi riflettori.

Lavora e nel tempo libero, prosciugato dai mille impegni che ne consegue, si dedica alla lotta alla mafia. Lui e altri pochi ma determinati volontari, per Libera, per noi.

L’ho ascoltato pochi giorni fa, in una libreria di Parma, occasione la presentazione di un bel racconto sulla mafia di Enrico Gotti, giornalista. Peppino Impastato diceva: “La mafia è una montagna di merda”, una frase importante che a pronunciarla in pubblico è un atto di responsabilità. Lo faccio, in quella occasione, ma io son nessuno. Chi è “qualcuno” è il Senatore Pagliari (Partito Democratico) presente in sala e invitato a un intervento, un brodino di retorica: “Bisogna riprendere una riflessione sul modo di essere della città, sulla necessità che la città ripensi davvero se stessa” (Ungaretti, Pascoli? Boh, forse Leopardi). Detta da un senatore, la frase di Impastato sarebbe suonata più rilevante. Pazienza.

E’ il 2009 quando l’allora Prefetto di Parma, Scarpis, liquida la denuncia di camorra in città da parte di un certo scrittore come “quelle di Saviano sono solo sparate”. Indaghiamo sulle metafore?

Nella libreria è Carlo Cantini, che non ha uno stipendio da senatore né da prefetto, ad assumersi la responsabilità maggiore in poche parole, le stesse che nei giorni successivi nessun media riporta: “In questa città, Parma, chi dorme di più è chi dovrebbe stare sveglio più degli altri. Il sonno dell’Unione Industriali, della Camera di Commercio, le banche, gli ordini professionali, la Chiesa. Quando si è insediato il nuovo Prefetto, Viana, nel 2009, ci siamo presentati a lui mostrando il nostro report. Il Prefetto ci ha raccomandato di non diffonderlo per non alimentare preoccupazioni”. Keep calm and go to Alice nel paese delle meraviglie. Il report in questione era già online da un pezzo. Intanto Libera Parma attende attende da un paio d’anni che parta un osservatorio con il Comune. Elefantiasi burocratica, ma con la volontà si potrebbe accelerare il pachiderma. Se nel 2009 i sintomi c’erano tutti, immaginate la metastasi all’alba del 28 gennaio 2015, quella di “Operazione Aemilia”.

Mentre lo Stato è a brandelli e si riflette in frammenti locali che languono, ci sono persone comuni come Carlo che, con la volontà di chi ci crede ancora, chiede aiuto ai giovani, assonnati dal dormitorio degli adulti, per trasformare la montagna di merda in concime. Keep calm and good luck.

vignetta fogliazza