Editoriale di Marco Travaglio, che analizza il caso della Banca Etruria: “Tornano pure gli etruschi grazie a una banca popolare, di cui il padre della ministra Boschi è vicepresidente. Pierluigi e Maria Elena Boschi è un caso di nepotismo alla rovescia: invece del figlio di papà, il papà della figlia. Banca Etruria è un salottino di cattolici e massoni con sede ad Arezzo, dov’è nata la Boschi, che ne è pure azionista, come il padre e il fratello Emanuele, che ne è addirittura dipendente”. E spiega: “Se ne risente parlare a ottobre, ma solo negli ambienti finanziari più informati, quando a fine mese escono i risultati degli stress test della Bce per vedere quali banche han bisogno di aumenti di capitale, fusioni e acquisizioni per stare in piedi. Il giorno dopo, 27 ottobre, strani movimenti sulle azioni di un altro istituto, il Banco Popolare: qualche speculatore scommette che entro sei mesi i titoli si alzeranno e si impegna, con opzioni call, a comprare a marzo a prezzo fissato subito a ottobre”. Il direttore de Il Fatto Quotidiano osserva: “Come mai tanto ottimismo? Sul momento, nessuno lo capisce. Perchè nessuno ufficialmente sa che il governo Renzi sta per riformare, addirittura per decreto, le banche popolari a loro vantaggio, trasformando in Spa quelle con almeno 8 miliardi di attivo“. E aggiunge: “La banca più fortunata è proprio quella d’Etruria, che fa registrare la miglior performance dell’anno, con un +62% in pochi giorni. Mica male per una banchetta disastrata, che infatti di lì a poco sarà commissariata da Bankitalia per “insufficienza patrimoniale rispetto ai requisiti prudenziali”, con un buco complessivo di 3 miliardi, il sestuplo del patrimonio netto, grazie alla gestione allegra degli ultimi anni. Il Cda della Banca del Buco, di cui fa parte papà Boschi dal 2011″- continua – “ha approvato una regoletta che consente ai manager di fare prestiti facili agli amici degli amici con una semplice firmetta. E questo lo sanno tutti, perchè nel 2014 l’ha detto l’ispezione di Bankitalia che ha multato di 2.5 milioni di euro i dirigenti, fra cui papà Boschi per 144 mila euro,per una serie d’irregolarità e violazioni della trasparenza. Eppure l’Etruria vola in Borsa alla grande. Mistero. Domanda: la Boschi c’era o non c’era nel Cdm che decideva anche sulla banca di cui lei è piccola azionista, il padre è socio e vicepresidente e il fratello dipendente?