Torna in Italia, con una serie di concerti, Joan Baez, una delle più grandi cantautrici e voci femminili di tutti i tempi. Antesignana della canzone civilmente e politicamente impegnata, ha sempre amato, contraccambiata, il suo pubblico. Più generazioni di americani ed europei soprattutto si sono rispecchiate, nel corso del tempo, nelle sue battaglie e nella sua musica. Un folk piuttosto classico, ma proiettato nel futuro. Un modo di stare al mondo e sul palcoscenico senza uguali, quello di Joan Baez; e ogni suo ritorno è sempre un po’ come fosse la prima volta.

Cambiano le guerre, le ingiustizie sociali, gli scenari geopolitici, le ideologie, le speranze, il significato che diamo a questa nostra vita, e le risposte che il pianeta ci dà; ma Joan e Bob Dylan, pur non amandosi più in senso stretto da decenni, sono ancora qui. Ogni epoca ha i suoi Vietnam, il suo sacco all’ambiente, i suoi neri e i suoi omosessuali conculcati, i suoi Sacco e Vanzetti. E poi non si può esistere senza la poesia. Di recente sono stati ripubblicati tutti i suoi album di successo, con note a margine autografe della Nostra, e la sua autobiografia “And A Voice To Sing With”. In seguito alla morte di Joe Cocker si è riparlato anche di Woodstock, dove Joan incantò come un usignolo. Ma no, non è questo il punto.

C’è che dopo la celebrazione del cinquantacinquesimo anniversario dal suo storico debutto al Festival folk di Newport, correva l’anno 1959; e dopo che il suo primo album (del 1960) ha fatto il suo ingresso nella Grammy® Hall Of Fame, e che a mezzo secolo dalla sua fondazione Amnesty International l’ha ringraziata solennemente per il suo apporto alla causa dei diritti umani; e dopo il suo sostegno agli attivisti di Occupy Wall Street, e il suo incoraggiamento alle primavere arabe, e la Legion d’Onore conferitole dai francesi, a Parigi e dintorni è amatissima e quando passa lei, l’Olympia, va in trionfo…
Joan è finalmente tornata a fare quello che saprà sempre meravigliosamente fare, e che è il motore di tutte le altre Cose: suonare, dal vivo. Perché “continua a cercare un posto dove essere ascoltata mentre canta”.

C’era una ragazza poco più che settantenne che, come lei, amava ricambiata i Beatles e i Rolling Stones. E cantava e ricantava le canzoni, Diamonds & Rust, There but for fortune, The Night they drove old Dixie down, Farewell, Argentina Sweet sir Galahard, Joe Hill, Love is just a four-letter word, We shall overcome… E quel classico istantaneo, inconsapevole, di Gianni Morandi.
Ecco le date del tour italiano di Joan Baez:
7 Marzo, Bologna – Auditorium Manzoni
8 Marzo, Udine – Teatro Giovanni da Udine
10 Marzo, Roma – Auditorium Parco Della Musica
12 Marzo, Milano – Teatro Arcimboldi
Forever young. E consapevolezza.