Buonasera signora Milly D’Abbraccio, vorremmo invitarla al cinema per guardare con occhi esperti 50 sfumature di grigio. “Ma io l’ho già visto, ci sono stata con la mia fidanzata”. Bene, le è piaciuto? “Non è male, ma ovviamente l’impressione varia a seconda del grado di confidenza che si ha con il sesso estremo, a me non ha impressionato, alla mia compagna un po’ di più…”.

Impressionata, da cosa?
Quando siamo uscite dal cinema le ho detto: ‘Ora sono cacchi tuoi, ora ti faccio provare qualcosina di nuovo…’

(Milly D’Abbraccio, classe 1964, ha nel curriculum una lunga carriera nell’hard. Da qualche tempo ha spostato la sua attività nel mondo dell’escort, escort di estremo lusso viste le tariffe. “50 sfumature di grigio” è la pellicola del momento, primo al botteghino, racconta le esperienze sessuali di uomo-dominatore e della sua donna-sottomessa).

Lei conosce bene quel tipo di realtà?
Da molti anni, io sono una dominatrice, sono un’esperta, ma per praticarlo ci vuole molta psicologia, bisogna conoscere i limiti, altrimenti è pericoloso.

Nel film il protagonista è un manager molto facoltoso.
È quasi sempre così, chi vive a certi livelli ha bisogno di alzare il tiro, cerca l’adrenalina . Ma non sempre vogliono dominare, la maggior parte ambisce al ruolo di sottomesso.

Quindi li ha conosciuti o frequentati…
Alla fine degli Anni Novanta, a Milano, si è presentato un riccone e mi ha chiesto di andare con lui. Ho rifiutato. Dopo qualche giorno è tornato con una valigetta piena di soldi, l’ha aperta, ha rivoltato il contenuto sul pavimento, e mi ha detto: ‘Voglio che li raccogli con la fica. Se lo fai sono tutti tuoi’.

Roba da contorsionista…
Un’idiozia, voleva dominarmi, il suo obiettivo era umiliarmi, così l’ho mandato affanculo. Io comando, non consento a nessuno di sottomettermi.

Ma proprio a nessuno?
Assolutamente, e poi gli uomini vogliono essere dominati, anche perché all’80 per cento hanno fantasie o tendenze omosessuali, anche se non lo sanno.

Una percentuale altissima.
Lo so, ma è così. E parlo per esperienza diretta, ovvio. Quasi tutti i maschi con i quali sono stata, hanno apprezzato, e molto, certi giochini.

La prima volta che ha scoperto il bondage?
A Hollywood a metà anni Novanta: entro in una villa di un produttore e vedo appese al muro le immagini di alcune sue serate. Cose pesantissime! Quel tizio amava farsi infilare gli spilloni nel petto e altre situazioni che non le racconto perché non potrebbe mai riportarle sul giornale. Anche se la mia prima volta è molto più in là nel tempo …

Siamo pronti al racconto…
A quattordici anni avevo una baby sitter molto particolare, scherzava, stuzzicava, provocava. Alla fine, gioco su gioco, l’ho legata al letto e non mi sono fermata. Da quel giorno ho capito molto di me, delle mie attitudini.

Lei oggi pratica il sadomasochismo?
Per lavoro no, ma sto riflettendo se è il caso di puntarci.

Come mai?
Non ha idea di quanto pagano, migliaia di euro e non devi neanche praticare il sesso. Chi viene lo fa solo per giocare con la frusta, i lacci e altre amenità. Però devo strutturarmi, nel caso devo anche insonorizzare una stanza.

Per tornare al film, in molti si sono lamentati perché è poco esplicito nelle scene.
E ci mancherebbe! Se avessero realmente girato la realtà, altro che vietato ai minori di 14 anni, sarebbe stato vietato ai minori di 50…

A proposito di 50enni, il suo collega Siffredi è all’Isola dei famosi.
Rocco non è normale (e scoppia in una risata).

Sotto quale profilo?
Lui realmente pensa solo al sesso, quando l’ho conosciuto più di vent’anni fa, lo infilava ovunque. Sempre. Senza limiti. La sua è una forma patologica.

Ora è in astinenza…
Sa solo scopare, non sa niente di altro, non legge un libro, non si informa, non dialoga.

Dovevano portare Milly sull’Isola…
Esatto, gli avrei cambiato il programma, io so parlare di sesso, so creare anche certe situazioni.

Un esempio?
Tempo fa mi hanno invitata su uno yacht a Ibiza, tutti milanesi con il soldo, dopo un’ora gli ho organizzato un set finto-porno, ‘tu abbracci lei, tu le stai dietro, tu gli metti una mano in mezzo’. Non sa quanto ci sono stati e divertiti. Gli ho spezzato un tabù.

Quel tabù che porta migliaia di persone al cinema…
Curiosità, voglia di sapere, di vedere almeno sullo schermo un qualcosa che si sogna. Ah, ci è stato anche mio figlio con la fidanzata. Speriamo bene.

Perché?
Lui mi assomiglia.

Twitter: @A_Ferrucci
da il Fatto Quotidiano del 18 febbraio 2015