Dieci emendamenti in due giorni. Il disegno di legge sull’anticorruzione va avanti a rilento in commissione Giustizia. Forza Italia continua a fare ostruzionismo per rallentare i lavori. “Non sono per niente contento”, ha detto il senatore Maurizio Buccarella, “di quanto sta accadendo”. Il relatore del ddl Nico D’Ascola (Area popolare) si è detto comunque tranquillo: “Il regolamento non prevede soluzioni alternative: l’ostruzionismo ha illustri precedenti. Lavoreremo di più ma poi arriveremo al risultato. Ce la stiamo mettendo tutta, spero non ci siano problemi riguardo la presenza del relatore in Aula”, aggiunge D’Ascola. L’arrivo in Aula del ddl è stato infatti calendarizzato per giovedì 26 febbraio. “Certo, se si scegliesse di sconvocarlo si risolverebbe un problema ma questa è materia per la capigruppo”.

Intanto è stata stralciata dal ddl sulla corruzione la norma in materia di prescrizione. “La decisione politica – spiega il sottosegretario alla Giustizia Cosimo Ferri – è quella di concentrare l’esame sulla prescrizione nel ddl in esame alla Camera”. La II commissione di palazzo Madama ha votato una manciata di emendamenti sul tema della prescrizione approvandone due: l’1.18 e l’1.19, due emendamenti identici di Gal e Forza Italia che sopprimono la lettere c del comma 1 dell’articolo 1. Viene cioè stralciata dal testo la misura che modificava l’articolo 161 del codice penale, relativo agli effetti della sospensione e dell’interruzione della prescrizione, inserendo – nella parte in cui si prevede che l’interruzione della prescrizione non può comportare l’aumento di più della metà del tempo necessario a prescrivere – il riferimento a peculato, concussione, corruzione per l’esercizio della funzione, corruzione per un atto contrario ai doveri d’ufficio, corruzione in atti giudiziari, induzione indebita a dare o promettere utilità, corruzione di persona incaricata di pubblico servizio.