Reciproci scambi di accuse, tensioni al confine ucraino e continue violazioni degli accordi hanno portato al rinvio del previsto ritiro delle armi pesanti. “Il ritiro inizierà quando ci sarà il cessate il fuoco”, ha detto Andriy Lysenko, portavoce del Consiglio di Sicurezza di Kiev, accusando i separatisti di aver sparato contro postazioni governative. “Nelle ultime 24 ore i terroristi hanno sparato 112 volte“, aveva detto in precedenza il ministro degli Esteri ucraino, Pavlo Klimko, in visita in Bulgaria. “Ogni ritiro deve avvenire, può solo avvenire simultaneamente alla parte ucraina”, ha detto dal canto suo Eduard Basurin, uno dei leader separatisti, citato dall’agenzia stampa Interfax.

Il piano di pace firmato a Minsk la settimana scorsa prevedeva l’avvio del ritiro delle armi pesanti due giorni dopo l’inizio della tregua, scattata alla mezzanotte fra sabato e domenica. Intanto, ha sottolineato Lysenko, almeno cinque soldati ucraini sono stati uccisi nelle ultime 24 ore. La zona più calda è la regione di Mariupol, dove le forze ucraine hanno riconquistato la settimana scorsa sei città e villaggi. Il maggior numero di scambi di colpi d’arma da fuoco si concentra invece a Debaltsevo, strategico nodo ferroviario fra le roccaforti separatiste di Donetsk e Lugansk, dove migliaia di soldati di Kiev sono accerchiate dai filorussi.

Sul fronte diplomatico, nel frattempo, proseguono i tentativi di rafforzare la fragile tregua. Ieri sera la cancelliera tedesca Angela Merkel, il leader russo Vladimir Putin e il presidente ucraino Petro Poroshenko hanno avuto una conversazione a tre confermata dal Cremlino in una nota pubblicata in tarda serata mentre l’Eliseo ha dato notizia di una conference call tra Francois Hollande e i leader ucraino e tedesco. E la preoccupazione raggiunge anche l’altra sponda dell’Atlantico. “Gli Stati Uniti sono gravemente preoccupati dal deterioramento della situazione a Debaltsevo e nei suoi dintorni, nell’Ucraina orientale”, ha comunicato il Dipartimento di Stato americano. Gli osservatori dell’Osce – aggiunge il dipartimento – hanno confermato che “gli attacchi continuano in questa e in altre zone”. Gli Usa – continua la nota – stanno inoltre “monitorando con attenzione informazioni riguardo ad una colonna di equipaggiamenti militari russi in viaggio verso Debaltsevo”. “Chiediamo alla Russia e ai separatisti che sostiene di fermare immediatamente gli attacchi, di impegnarsi con l’Osce per facilitare il cessate il fuoco e, come richiesto dal pacchetto ci misure concordate il 12 febbraio, di applicare pienamente i loro impegni assunti il 5 e 19 settembre a Minsk“.