La svista razzista sul calendario dei Philadelphia Eagles di football
Riley Cooper
 è un ottimo giocatore di football americano in forza alla squadra dei Philadelphia Eagles. Sino al 2011, la sua carriera è stata piena solamente di note positive per le sue qualità in campo. Poi una imprecazione razzista (lui è bianco) nei confronti di un avversario lo aveva portato sulle prime pagine di tutti i giornali. Qualche tempo dopo, scesa di tono la polemica, la sua vita era tornata alla normalità,nel senso che da lì in poi aveva fatto parlare di sè solo per le sue prestazioni con la palla tra le mani. Questo fino a qualche giorno fa, quando gli Eagles hanno pubblicato il calendario della squadra con un giocatore per ogni mese dell’anno, come di prassi. Peccato però che febbraio, mese che lo sport americano dedica alla storia degli afroamericani (black history month) avesse come foto proprio quella del buon Cooper. Immaginate l’imbarazzo generale della squadra e del suo proprietario Jeff Lurie, con i media, locali e non, scatenati per cercare di comprendere come fosse potuta accadere una svista simile. Per adesso, si è capito che l’unico realmente innocente è il giocatore, che non ne sapeva nulla del tutto, sino al momento di aver visto il calendario appeso al muro della sede del club.

Quando Michael Keaton era un povero senza speranza
Michael Keaton
, tornato sulle prime pagine dei giornali di tutto il mondo per la sua performance nel film Birdman, tra i favoriti domenica alla cerimonia degli Oscar, ha di recente dichiarato che, negli anni Ottanta, quando spostò la sua residenza da Pittsburgh a Los Angeles, trasferendo nella città del cinema anche tutti i suoi averi, il suo conto in banca ammontava alla bellezza di….263 dollari. Praticamente senza speranza, Keaton decise di tentare la via del cinema cercando di sopravvivere facendo ogni tipo di lavoro che gli permettesse di continuare a sognare. Come sappiamo, la sua carriera ha avuto fortuna, grazie a Beetlejuice (spiritello porcello in Italiano) di Tim Burton ma soprattutto all’interpretazione di Batman,per poi invece abbandonarlo, facendolo scomparire dalla mappa di Hollywood per quasi dieci anni. Adesso, con un Golden Globe in tasca e con l’attesa per le statuette che monta di ora in ora, le cose sono ritornate a sorridergli, con i prossimi due ingaggi in tasca che, sommati, lo pagheranno esattamente diecimila volte in più del suo deposito bancario originale….

Da Los Angeles a Portland, in viaggio con lo scorpione tropicale
Tra le cose più bizzarre e improbabili che possono succedere a bordo di un aereo di linea è quella di essere punti da un scorpione tropicale, soprattutto se il volo in questione è dell’Alaska Airlines ed opera tra Los Angeles e Portland. Eppure è successo e non è la prima volta… Una passeggera, circa mezz’ora dopo la partenza dalla città degli angeli, ha sentito un dolore fortissimo all’avambraccio sinistro, accorgendosi di essere stata punta dall’animale, lungo quasi dieci centimetri. Dopo qualche secondo di panico, generato dalle urla della donna, l’equipaggio dell’aereo ha riportato la calma a bordo con i piloti che hanno deciso di non tornare indietro ma di atterrare a Portland, destinazione finale del viaggio. Con tutta probabilità lo scorpione si era “imbarcato” il giorno precedente a Los Cabos, Messico, dove l’aeromobile aveva fatto scalo e dove l’insetto era sfuggito ai controlli di routine che vengono effettuati a Los Angeles, per tutti i voli provenienti dall’America centrale e del sud.

Contro l’Arizona State University i tiri liberi sono un inferno
L’Arizona State University è un buon college con una discreta tradizione sportiva. Fino ad oggi, però, di occasioni per finire in prima pagina del New York Times come nel sommario delle news serali dei principali network, l’ateneo in questione non ne aveva avute. C’è voluta la fantasia di un gruppo di studenti, appassionati e tifosi di pallacanestro per far si che ciò accadesse. I ragazzi si sono inventati il cosiddetto “sipario delle distrazioni” (Curtain of distraction) in pratica una tenda nera che viene posizionata dietro al canestro dove deve tirare la squadra avversaria. Un po’ dovunque, campionato italiano compreso, è prassi dei tifosi cercare di distrarre in ogni maniera un giocatore ospite in procinto di battere i tiri liberi: poster ironici, rumori vari, striscioni, sono all’ordine del giorno, ma mai si era visto qualcosa di simile a ciò che accade in Arizona. In pratica, pochi attimi prima che l’avversario in questione alzi il pallone per tirare, il sipario delle distrazioni si apre lasciando spazio ad un vero e proprio teatrino dell’assurdo. Cinque secondi durante i quali gli studenti, vestiti da mucche, asini, lupi, agnelli orsi e chi più ne ha più ne metta, fanno di tutto per distrarre e deconcentrare l’avversario in lunetta. Al di là della messa in scena, la cosa più divertente e interessante è che, cifre alla mano, il sipario funziona eccome. Nei due anni precedenti la prima “rappresentazione” del teatrino, gli avversari segnavano i tiri liberi con una percentuale media attorno al 70%. Da quando gli studenti si sono inventati il sipario delle distrazioni, la stessa percentuale è scesa al 60%. Ma la cosa più particolare e se vogliamo tutta americana, è che nessuna delle squadre avversarie ha mai protestato ufficialmente per quello che accade durante le partite…..

Il padre padrone del football americano: potere di vita e di morte sui club
La scorsa settimana avevamo parlato di quanto bene stia facendo il commisioner della NBA (lega di basket) nel riformattare e tenere al passo coi tempi il suo prodotto. In questa ci occupiamo del suo collega Roger Goodell, plenipotenziario della NFL (la lega di football). La stessa NFL, come richiesto dalla IRS (l’agenzia delle entrate americane) ha reso noto gli stipendi di tutti i suoi dipendenti: bene, se vi interessa, Goodell nel 2014 ha guadagnato la bellezza di 35 milioni di dollari, quasi il doppio del giocatore più pagato dalla lega stessa. A pagarlo così tanto sono ovviamente i 32 proprietari delle squadre che compongono il campionato, sui quali il commisioner ha tra l’altro potere assoluto di riprenderli, multarli, sospenderli e, in casi estremi, anche di costringerli a vendere la loro squadra. Vi immaginate una situazione simile nel nostro calcio?

Repubblicani, democratici e le convention dalle uova d’oro
Secondo voi, qual è l’evento una tantum che in assoluto porta più indotto globale alla città che lo ospita? Se avete risposto il Superbowl, la finale di Champions League o un concerto,che so, degli U2, avete sbagliato e di molto. L’evento che genera più soldi è la convention dei due partiti americani per nominare il candidato che si presenterà pochi mesi dopo alle elezioni presidenziali. Democratici e repubblicani, ogni quattro anni, scelgono con attenzione dove tenere la loro “riunione” ben sapendo quanto la convention possa portare alla comunità ospitante. In pratica, ogni quadriennio si assiste ad una vera e propria gara al rialzo, con i sindaci delle varie città che offrono pacchetti, incentivi, facilitazioni e gratuità ai rappresentanti dei due partiti, pur di ospitarli a casa loro. Per la cronaca, nel 2016, anno delle prossime elezioni Usa, i repubblicani si ritroveranno a Cleveland, mentre i democratici, che sembravano aver deciso per Brooklyn e lo splendido Barclays center, all’ultimo momento hanno virato verso la vicina Philadelhia.

La foto segnaletica dell’ubriaco dormiente
Sicuramente la foto segnaletica di Christoper Shirley, entrerà negli annali, per lo meno della polizia della contea di Montgomery, in Texas. Dopo essere stato fermato da una pattuglia della stradale, Shirley, completamente ubriaco, si era addormentato sul volante mentre il poliziotto di servizio gli intimava di scendere dalla macchina per sostenere il test di sobrietà… Trascinato a braccia fuori dall’auto con l’aiuto di altri due agenti, il ragazzo era stato poi trasportato in centrale per il classico mug shot, scatto fotografico al quale vengono sottoposti tutti gli arrestati. Peccato che, nelle dodici ore successive, Shirely non si sia mai svegliato, impedendo quindi che la foto potesse essere scattata, almeno nella maniera più classica. Persa la pazienza, i poliziotti lo hanno messo contro lo sfondo di routine e gli hanno scattato lo stesso l’istantanea, che però lo ritrae con gli occhi chiusi e la testa piegata. La stessa, venuta in possesso di un giornalista locale, ha fatto poi il giro di mezza America.