Beppe Grillo qualche giorno fa ha lanciato dalle colonne del suo blog un chiaro invito ad Alexis Tsipras e Pablo Iglesias – rispettivamente leader di Syriza e Podemos – a unirsi contro l’austerità. Ma un dialogo tra questi tre partiti/movimenti è davvero possibile?

“Sarebbe opportuna”, si legge sul blog di Grillo, “una conferenza delle forze che in Europa si battono per la ristrutturazione del debito, magari indetta insieme da Siryza, M5S, Podemos ed alla quale invitare tutti, con la sola eccezione dei nazisti di Alba dorata o di Jobbik.

Pablo Iglesias ha risposto da Strasburgo che “sembra interessante, vi faremo sapere”. Più loquace l’eurodeputato di Syriza, Dimitrious Papadimoulis: “Siamo pronti a dialogare con tutti quelli che chiedono la fine dell’austerità e il passaggio a una politica di crescita”. Secondo l’eurodeputato greco, “l’obiettivo non è uno scontro Nord-Sud ma un’alleanza paneuropea che avvantaggerebbe l’intero continente”.

Ma un dialogo tra M5S, Podemos e Syriza è davvero possibile in Europa? Sulla carta, in teoria, sì. I tre movimenti/partiti condividono vari punti: richiesta di ristrutturazione del debito, contrarietà alle misure di austerità, maggior partecipazione dei cittadini alla vita politica, critica forte all’attuale establishment nazionale ed europeo. Tuttavia ci sono anche differenze sostanziali, come il tormentone euro: mentre Grillo lancia un referendum per uscire dalla moneta unica, Iglesias e Tsipras non ci pensano nemmeno a mettere in discussione l’unione monetaria, bensì mirano – più concretamente – a cambiare le regole del gioco senza demolire l’intera unione economica e monetaria.

E Renzi che c’entra? C’entra eccome. Sia Tsipras che Iglesias – soprattutto qualora quest’ultimo dovesse vincere le elezioni spagnole del prossimo novembre, eventualità tuttavia difficile alla luce del complesso sistema elettorale spagnolo – hanno bisogno di alleati forti in Europa per fare massa comune a Bruxelles di fronte a “Lei” (Angela Merkel). Non a caso Alexis Tsipras, il giorno dopo il trionfo elettorale, ha detto: “Io sono come Renzi, voglio cambiare verso all’Europa”. E dopo qualche giorno è volato personalmente a Roma ad incontrare il premier italiano. Anche Iglesias ha citato più di una volta Renzi. Nella stessa conferenza stampa in cui ha giudicato “interessante” la proposta di Grillo, ha detto di considerare “positivamente le parole di Renzi quando dice che l’agenda dell’austerità va abbandonata”, e senza che nessuno gli avesse chiesto nulla a riguardo.

Insomma, al di là delle evidente differenze di politiche, teoriche e pratiche, tra Podemos, Syriza e il Pd di Matteo Renzi, Iglesias e Tsipras sanno benissimo che in Europa per aprire una breccia nel muro dell’austerità tedesca hanno bisogno di alleati di peso e di governo, e non di mere opposizioni come il M5S. Per questo motivo, e solo per questo, la proposta di Grillo – legittima e condivisibile – potrebbe restare inascoltata, perché parlare con Grillo vorrebbe dire chiudere la porta a Renzi e non poter contare su Roma a Bruxelles. E contro Berlino, Madrid e Atene da sole non bastano.

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