E’ morto sabato pomeriggio a Montecarlo, dopo mesi di malattia, Michele Ferrero, 89 anni, proprietario dell’omonimo gruppo dolciario. Lo ha reso noto la stessa azienda di Alba, dove verrà allestita la camera ardente. Non è ancora stata resa nota la data dei funerali. Secondo le classifiche dei paperoni della rivista americana Forbes, Ferrero lascia un patrimonio personale di 23,4 miliardi di dollari (20,5 miliardi di euro) che ne facevano il trentesimo uomo più ricco del mondo e il primo d’Italia, oltre al più facoltoso produttore dolciario del pianeta.

Il patron della casa della Nutella, dei Kinder e dei Tic Tac aveva ereditato l’azienda dal padre Pietro che aveva lanciato la produzione della crema alla nocciola durante la seconda guerra mondiale. La Ferrero era già da quasi 20 anni passata nelle mani del figlio Giovanni che aveva condiviso il timone dell’azienda di famiglia con il fratello Pietro dal 1997 al 2011, anno della scomparsa di quest’ultimo avvenuta in Sudafrica per un infarto.

Il gruppo attualmente fa capo alla lussemburghese Ferrero International S.A. e include 73 società consolidate, con venti stabilimenti produttivi al servizio di più di cento mercati finali oltre 30mila collaboratori (24.797 dipendenti e 5.308 esterni). Il bilancio di esercizio chiuso al 31 agosto 2013 indicava un fatturato consolidato in crescita del 5,6% a 8,1 miliardi di euro e un utile prima delle imposte di 795 milioni, in diminuzione del 9,5% rispetto all’esercizio precedente a causa di “un peggioramento del risultato finanziario, frutto della turbolenza dei cambi”.

Il sindaco di Alba Maurizio Marello, in seguito alla notizia ha proclamato il lutto cittadino. “Alba deve tutto alla Ferrero. La morte del signor Michele è una notizia che non avremmo mai voluto sentire, anche se sapevamo che da alcune settimane non stava bene”, ha commentato Marello all’Ansa.