Non è soltanto una sentenza, non è solo una normale decisione di un Tribunale amministrativo regionale. Ha infatti un sapore politico la sentenza del Tar di Palermo, che ha accolto il ricorso presentato dal comune di Niscemi contro la costruzione del Muos, la centrale radar che la Marina degli Stati Uniti sta realizzando nel comune nisseno. Ed è per questo che adesso Fabio Granata, leader di Green Italy, chiede le dimissioni di Rosario Crocetta.

“Il governatore deve dimettersi: ha condotto una campagna elettorale contro il Muos, ma una volta eletto ha dato il suo benestare all’avvio dei lavori. Voglio vedere adesso cosa farà Crocetta, dato che la sua decisione è stata sconfessata da un tribunale dello Stato” dice l’ex esponente di Futuro e Libertà. Durante la campagna elettorale per le regionali del 2012, l’ex sindaco di Gela si era espresso più volte contro la costruzione del “Grande Orecchio”, il Mobile user objective system che il governo degli Stati Uniti voleva realizzare nel cuore della Sicilia. E infatti, una volta eletto, il governatore aveva annunciato pomposamente la revoca definitiva dell’autorizzazione per la realizzazione della centrale radar. Poi però, nel luglio del 2013, aveva fatto marcia indietro. “Lo studio dell’Istituto superiore della Sanità parla chiaro – si giustificava il governatore – il Muos rispetta i termini di legge e quindi non posso fare altro”. Adesso, invece, ecco che la decisione del Tar ordina un nuovo stop ai lavori del Muos. “È una clamorosa sconfessione della montagna di menzogne che hanno caratterizzato la decisione testarda e servile del Governo regionale – continua Granata – d’altra parte per quale motivo negli Stati Uniti impianti simili vengono costruiti in zone deserte, mentre qui era praticamente attaccato ad un centro abitato?”.

All’attacco dell’ex sindaco di Gela va anche Nello Musumeci, presidente della commissione regionale antimafia e candidato governatore sconfitto alle ultime elezioni. “Questa – dice Musumeci – è l’ennesima occasione mancata per Crocetta e il suo governo, che aveva prima annunciato di revocare le autorizzazioni, per poi, come al solito, fare un passo indietro, senza preoccuparsi di interpretare il reale sentimento dei siciliani e di svolgere il ruolo di garante della loro salute”. Esultano invece i parlamentari regionali del Movimento 5 Stelle, che hanno sposato sin dall’inizio la causa del movimento No Muos. “A stare con gli americani, non ci si guadagna nulla, sarebbe stato sufficiente fidarsi della giustizia italiana. Noi lo diciamo da anni: il Muos fa male alla salute. Adesso Crocetta non ha più attenuanti, smantelli da domani l’impianto militare di Niscemi” dice il deputato pentastellato Gianpiero Trizzino, presidente della commissione ambiente dell’Assemblea Regionale Siciliana.

A ricorrere al Tar di Palermo per invocare lo stop dei lavori era stato il sindaco di Niscemi Francesco De Rosa. “Io – dice dopo aver saputo della decisione dei giudici – ho sempre creduto nella giustizia e sono sempre stato convinto che il Tar avrebbe accolto il nostro ricorso. Adesso cambia tutto. Abbiamo aspettato e ci siamo sempre comportati da persone civili senza perdere mai le speranze. Oggi la giustizia ci dà ragione”. Dopo il clamoroso passo indietro di Crocetta nel luglio del 2013, diversi erano stati i momenti di attrito tra il governatore e gli attivisti del movimento No Muos. In un’occasione, il presidente aveva addirittura sventolato lo spauracchio di una possibile infiltrazione dentro al movimento, mentre durante una manifestazione del novembre del 2013, era arrivato a perdere totalmente il self control, aggredendo una manifestante. “Gli americani non li ho portati io qui, ci sono sempre stati. Tu – aveva detto il governatore rivolto alla manifestante-  sei ideologica e stronza”.

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