La Cassazione ha bocciato il ricorso della sorella di Rino Gaetano sul marchio legato al cantautore scomparso nel 1981. La I sezione civile ha infatti dato ragione ad Alessandro D’Orazi e la sua tribute band, che potranno continuare a utilizzare il marchio “Ciao Rino” (nome del gruppo), per la cui violazione Anna Gaetano aveva chiesto 25mila euro di risarcimento, oltre a 20mila euro per danni morali. Secondo i giudici, che si sono allineati alla sentenza della Corte d’appello di Roma dell’aprile 2011, non c’è stato alcun utilizzo abusivo.

La sorella del cantante, morto a Roma in un incidente stradale a soli trent’anni, era stata per anni la manager del gruppo, ma, in seguito, i rapporti si erano incrinati. Anna, nel 2001, aveva quindi depositato il marchio “Ciao Rino”, per il quale, tre anni dopo, aveva citato in giudizio D’Orazi per “usurpazione“, in virtù del proprio “diritto morale” di opporsi “a qualsiasi deformazione, mutilazione o altra modificazione delle opere musicali scritte e composte da Rino Gaetano, che potesse essere di pregiudizio al di lui onore ed alla reputazione sia sotto il profilo della mutilazione dei testi che di utilizzo di elementi scenografici lesivi dell’immagine del fratello”, come garantito dal codice di proprietà industriale.

Proprio il suddetto codice, però, all’articolo 12, garantisce che il terzo che abbia fatto uso del marchio anteriormente alla sua registrazione da parte del titolare possa continuare a farne uso nei limiti della diffusione locale. La band di D’Orazi, operativa soprattutto a Roma, dove riproponeva i maggiori successi dell’artista, da Gianna a Nun te reggae cchiù, passando per Il cielo è sempre più blu, ha vinto quindi la battaglia legale, dato che i supremi giudici gli hanno riconosciuto il preuso dell’espressione “Ciao Rino”. Inoltre, i giudici hanno ricordato che la sorella del cantautore di origini calabresi aveva precedentemente autorizzato D’Orazi a usare quelle parole, circostanza che esclude definitivamente l’utilizzo abusivo.