La cooperante americana Kayla Mueller è il nono ostaggio a morire nelle mani dello Stato islamico dall’agosto scorso.

19 agosto – James Foley
Lo Stato islamico diffonde un video che mostra la decapitazione del giornalista americano James Foley, rapito nel nord della Siria nel novembre del 2012. Nel video, un terrorista battezzato ‘John il jihadistà, minaccia l’uccisione di un secondo giornalista americano in risposta ai raid degli Stati Uniti sull’Iraq.

2 settembre – Steven Sotloff
Un video nel quale compare lo stesso militante dal forte accento britannico mostra la decapitazione di Steven Sotloff, cittadino anche israeliano, rapito in Siria nell’agosto del 2013.

13 settembre – David Haines
La terza vittima dei terroristi dello Stato islamico è David Haines, cooperante scozzese rapito nel marzo del 2013 al confine tra Siria e Turchia. Anche in questo caso, la sua decapitazione viene mostrata in un video postato su Internet ed intitolato “Messaggio agli alleati dell’America”, nel quale viene minacciata l’esecuzione di un altro ostaggio britannico, Alan Henning.

24 settembre – Hervé Goudel
In un video intitolato “Messaggio di sangue per il governo francese” viene annunciata la decapitazione dell’ostaggio francese, Hervé Gourdel, rapito il 21 settembre in Algeria dai militanti del gruppo “Soldati del califfato”, che si è staccato da Al Qaeda nel Maghreb islamico ed ha giurato fedeltà all’Is.

3 ottobre – Alan Henning
Nel video intitolato ‘Un altro messaggio all’America e ai suoi alleatì viene mostrata la decapitazione di Alan Henning, cooperante britannico di 47 anni, tassista ad Eccles e volontario in Medio Oriente.

24 gennaio – Haruna Jukawa
Viene diffuso un video in cui il giornalista giapponese Kenji Goto Jogo mostra due foto dell’esecuzione del connazionale Haruna Yukawa e spiega che anche lui sarà decapitato se non sarà soddisfatta la nuova richiesta dell’Is, vale a dire il rilascio di una terrorista irachena detenuta in Giordania Sajida al-Rishawi. La donna, che non era riuscita a innescare l’esplosivo del giubbotto che aveva addosso, era coinvolta negli attacchi del novembre del 2005 ad Amman, costati la vita a 56 persone. Inizialmente, i militanti avevano chiesto per il rilascio dei due un riscatto di 200 milioni di dollari. Nel negoziato entra anche la sorte del pilota giordano Muath al-Kasaesbeh, catturato prima di Natale dopo l’abbattimento del suo caccia.

31 gennaio – Kenji Goto Jogo
Dopo il fallimento delle trattative con Amman lo Stato Islamico annunciato in un video di aver decapitato Goto.

3 febbraio – Muath al-Kasaesbeh
L’Is diffonde un video nel quale mostra l’uccisione del pilota giordano Muath al-Kasaesbeh, arso vivo nella gabbia in cui è rinchiuso. L’uccisione risale ad un mese prima, al 3 gennaio.