Il referente dell’Isis nel sud dell’Afghanistan è stato ucciso da un drone degli Usa. Il velivolo ha esploso un razzo che ha centrato in pieno l’auto su cui viaggiava nella provincia di Helmand il Mullah Abdul Rauf, considerato il responsabile dello Stato islamico nel sud del Paese. Lo hanno annunciato fonti della sicurezza dell’Helmand citate dalla Bbc e lo ha confermato l’Agenzia afghana di intelligence, mentre non c’è ancora una conferma della Nato.

L’accaduto conferma che l’Afghanistan rimane una delle basi del terrorismo internazionale. L’operazione, ha spiegaro l’intelligence afghana, è stata realizzata nel distretto di Kajaki, dove il Mullah Rauf, stava opponendosi ai talebani dell’Emirato islamico, di cui in passato era stato ai vertici, addirittura come braccio destro del Mullah Omar.

Un portavoce dell’Nds ha precisato anche che insieme al responsabile dell’Isis sono stati uccisi anche cinque suoi collaboratori, quattro dei quali pachistani. Da parte sua il vice governatore della provincia, Mohammad Jan Rassoul Yar, ha sostenuto che il veicolo su cui viaggiavano i sei è stato centrato dal missile sparato da un drone. Questo particolare però non è stato confermato dai servizi afghani secondo cui un loro razzo ha centrato l’automezzo.

Fino a non molto tempo fa il governo di Kabul aveva negato la presenza di responsabili dello Stato Islamico sul territorio afghano. Ma la scorsa settimana durante la Conferenza di Monaco sulla Sicurezza il presidente Ashraf Ghani ha avvertito la comunità internazionale di non abbassare la guardia sull’Afghanistan che resta “il punto di incontro delle reti di terrorismo globale“, compreso appunto l’Isis. “Ed è molto importante – aveva concluso – non isolare gli avvenimenti di Siria, Iraq, Yemen e Libia da quanto si sta manifestando in Afghanistan”.