Occorre oggi essere solidali con la Grecia e sostenere le scelte del governo Tsipras. Innanzitutto perché il successo delle posizioni greche oggi garantirebbe l’avvio del cambiamento dell’Europa di cui c’è più che mai bisogno. Le politiche scellerate poste in essere dalle istituzioni europee infatti colpiscono tutti i popoli europei e quelli dell’Europa mediterranea in primo luogo.

James Galbraith è un economista vero, non uno dei tronfi funzionaretti prezzolati la cui unica missione nella vita è far diventare ancora più ricchi i ricchi e ancora più poveri i poveri. Amico dell’attuale ministro delle Finanze greco, Varoufakis, lo aiuterà a preparare il progetto per il negoziato. In un’intervista rilasciata oggi a La Repubblica afferma quanto segue: “Solo un intervento politico deciso, di rottura, di solidarietà, può restituire dignità all’Europa. Invece appena Tsipras pronuncia la parola “ristrutturazione del debito” che vuol dire allungare i tempi, aspettare la risalita del Pil per restituirli, forse concederne qualcuno nuovo, scatta la tagliola di opposizioni, di minacce, insomma la sindrome della paura”.
Parole molto acute, su cui riflettere approfonditamente. In effetti, il debito, prima ancora che un fenomeno di natura economica, è uno strumento politico per assoggettare e dominare interi Paesi. Strumento il cui uso, un tempo limitato al cosiddetto Terzo Mondo, viene oggi esteso anche al mondo cosiddetto sviluppato. La Grecia da questo punto di vista è solo il caso più evidente. Molti altri Paesi, compreso il nostro, sono in situazione analoga. E devono attuare politiche strettamente conformi ai diktat della trojka e delle istituzioni europee. Padoan in questo senso ha poco da recriminare. Non è facendo i primi della classe che i nostri governanti riusciranno ad uscire dalla trappola del debito.

Uno strumento che snatura la sovranità in tutte le sue forme. Sovranità nazionale e sovranità popolare. Uno dei motivi non secondari della crisi della politica è proprio la netta sensazione dei governati che tanto è tutto già deciso e che le risorse esistenti vanno comunque destinate prioritariamente alla finanza che soffoca i popoli. Per questo la decisione del governo Tsipras di riproporre il referendum sulle politiche di austerità è di fondamentale importanza in quanto riafferma il principio stesso della democrazia nel Paese che ne fu, a detta di molti, la culla. Dare alla gente la sensazione di avere potere è l’unico vero vaccino all’antipolitica che minaccia di distruggere la democrazia, in conformità ai desiderata della finanza che si lagna dei cambiamenti di governo e delle pretese della politica.

Del resto un referendum analogo annunciato nel 2012 fu bloccato dai governanti europei. Stavolta non ci riusciranno. A ragione sono spaventati dalle politiche rivoluzionarie di Tsipras e del suo governo che minacciano di demolire dalle fondamenta l’Europa della finanza e della recessione, per rilanciare l’Europa dei popoli e dello sviluppo. Dobbiamo quindi assolutamente essere al fianco del popolo greco in questo momento. Perché, come in genere avviene quando entra in opera la solidarietà internazionalista, c’è un fortissimo interesse comune, con un popolo cui siamo legati da profondi legami di carattere storico e culturale. L’interesse a far cambiare di verso all’Europa, per trasformarla in uno strumento effettivamente al servizio della democrazia e dei diritti umani, recuperandone il senso, oggi fortemente messo in pericolo.

Nulla ci si può aspettare dal governo Renzi che dimostra la sua natura di fiancheggiatore ostinato e impenitente della Merkel, ma che deve essere costretto a cambiare la sua posizione dalla mobilitazione popolare. In attesa di cambiare il governo, operazione per la quale bisogna mettere al più presto in cantiere, anche nel nostro Paese, una forza politica alternativa alla finanza e al suo dominio, come Syriza in Grecia e Podemos in Spagna.

Per solidarizzare con la Grecia, tanto per cominciare, si può, anzi si deve, sottoscrivere questo appello a partecipare alla grande manifestazione in programma per sabato prossimo alle 14 a Roma, in piazza Indipendenza.