Uno splendido Festival si aggira per l’Europa. Sempre uguale, ma differente; mirabilmente contemporaneo e a misura di grande centro urbano; catalizzante per tutta una scena che a volte pecca di deficit di autostima . Alla faccia di chi sostiene che la musica indie non paga. Che amino il rock alternativo o i nuovi menestrelli folk, l’elettronica pura e dura o il pop obliquo e “dreamy”, su un punto tutti sono d’accordo: sempre più sia lodato il Primavera Sound di Barcellona, da quindici anni con passione. Ne sono straconvinti anche i commercianti e imprenditori catalani (persino chi, tra di loro, è cresciuto a tapas e Julio Iglesias), visto che l’impatto economico del “Primavera” ammonta a quasi 95 milioni di euro, con prodigiose ricadute sulla già felix industria turistica della città di Gaudì (e dintorni). Lo certifica uno studio recente della società internazionale di consulenze strategiche Dentsu Aegis.

Nell’ultima edizione ha ospitato 348 concerti (di cui 77 gratis), con un totale di 291 band sui palchi e 191.800 spettatori, riscuotendo così un aumento di pubblico del 12% rispetto al 2013

In un anno segnato dal declino numerico delle presenze nella maggior parte degli eventi sul territorio spagnolo, il festival di Barcellona, si legge nel report, già cresciuto esponenzialmente dalle sue origini, nell’ultima edizione ha ospitato 348 concerti (di cui 77 gratis), con un totale di 291 band sui palchi e 191.800 spettatori, riscuotendo così un aumento di pubblico del 12% rispetto al 2013. L’assegnazione del Premio Ondas 2014 per il “Miglior Spettacolo Musicale”, e l’esser stato segnalato dall’Observatorio de la Cultura come “il più importante evento musicale in Spagna del 2013”, sono altri segni patenti del plebiscito d’amore de España nei confronti di una kermesse solo apparentemente sconsigliabile ai maggiori di trentacinque anni.

Il profilo dello spettatore medio del Primavera Sound è sì quello di un 25-35enne, con un potere d’acquisto tra il medio e l’alto; ma non scarseggiano i quarantenni e i cinquantenni 

Il profilo dello spettatore medio del Primavera Sound è sì quello di un 25-35enne, con un potere d’acquisto tra il medio e l’alto; ma non scarseggiano i quarantenni e i cinquantenni. L’atmosfera, la direzione artistica e la qualità del suono sono citati come gli elementi maggiormente apprezzati. Gli stranieri compongono il 46% del pubblico, e provengono da oltre 140 paesi (il 26%, però, risiede proprio a Barcellona). Piace parecchio anche l’avvenuta dilatazione della programmazione, che trascende dalla sempre centrale tre giorni al Parc del Fòrum per propagarsi (senza biglietto d’ingresso) in tutte le vie. I barcellonesi hanno poi affermato che il “Primavera promuove l’immagine di Barcellona come città di cultura”, e sono quindi fieri del fatto che “la città ospiti un evento con queste caratteristiche”. Anche perché funge da “elemento propulsivo per l’economia”, e “crea impiego”. L’80% della popolazione pensa che il ricorrere dell’evento compensi abbondantemente i piccoli inconvenienti che può causare, come l’inquinamento acustico o i problemi di viabilità. Ben il 91% sostiene che il festival è perfettamente adatto alla città. Il 74% afferma che la spesa pubblica per questo happening di punta dovrebbe aumentare, o perlomeno restare stabile (al momento, i finanziamenti statali inquadrano meno del 2% del budget, pari a circa 11 milioni di euro; il 15% è merito degli sponsor).

Le spese vive degli spettatori raggiungono quasi 40 milioni di euro, con una media di 544€ a testa, quantità che arriva a 780€ per chi si è messo in viaggio per esserci

Le spese vive degli spettatori raggiungono quasi 40 milioni di euro, con una media di 544€ a testa, quantità che arriva a 780€ per chi si è messo in viaggio per esserci. Per loro, un totale di 27.802 voli e 129.264 pernottamenti, in sistemazioni di ogni ordine e grado. Senza dimenticare gli introiti indiretti del trasporto pubblico, dei ristoranti, delle attività culturali e dello shopping. 19,3 milioni di euro il gettito che finisce direttamente nelle casse del fisco spagnolo. Last but not least, il valore mediatico del Primavera Sound ha raggiunto quota 8,7 milioni di euro nell’ultima edizione. In tutto, considerando l’indotto, fanno 94 milioni e 813 mila euro. Meditate, politici e amministratori italiani, meditate.