The shale industry’s seemingly irresistible advance is now looking more and more resistible every day
Louise Hutchins, Greenpeace UK

The fracking industry is in retreat
Donna Hume, Friends of the Earth Energy

Anti-fracking Rally - LondonE’ come una cascata, una volta che si inizia non ci si ferma più. Anche il governo del Galles ha votato contro l’uso del fracking, dopo la moratoria scozzese. E questo nonostante il primo ministro britannico David Cameron, conservatore, continui a ripetere che farà di tutto per perseguire con lo shale gas, adesso che i campi dei mari del nord non sono più redditizi come un tempo. Ma le elezioni sono dietro l’angolo e la folla contraria alle trivelle freme e preme.

Oltre alle moratorie nel Galles e in Scozia sono state accettate, su proposta dei laburisti, nuove regole contro le trivelle nei parchi nazionali, nelle zone di speciale bellezza dette “Areas of Outstanding Natural Beauty” (AONB), nei siti di interesse scientifico detti “Sites of Special Scientific Interest (SSSI)” e siti di protezione delle fonti idriche, detti “Groundwater Source Protection Zone” (SPZ). L’iter non si è ancora concluso ma tutto lascia pensare che i divieti diventeranno realtà, portando il 40% del territorio britannico offlimits alle trivelle del fracking. Le zone protette sono sparse a macchia di leopardo nella nazione, creando un sacco di problemi ai petrolieri che dovranno decidere cosa fare delle loro concessioni. Loro che odiano regole e divieti.

Un’indagine di Greenpeace rivela infatti che il 45% delle oltre 930 concessioni del Regno Unito sono coperte almento per la metà da queste nuove aree protette. Solo il 3% delle concessioni è totalmente svincolato.

Il governo dice che queste nuove regole non si applicheranno in modo retroattivo, ma quasi nessuna ditta trivellante ha i permessi completati. E così , per dirne una, la Cuadrilla che voleva trivellare a Balcombe, teatro di settimane e settimane di proteste negli scorsi anni avrà a che fare con una AONB sul suo sito.

Perché si è arrivati a questo? Perché la gente continua a mettere pressione ai propri politici che non hanno scelta, conservatori o laburisti che siano. E in tempo di elezioni, la pressione conta. E visto che è da tanto che si protesta nel Regno Unito, non sarà tanto facile ai politici cambiare idea dopo le elezioni.

Forti di questi risultati, gli attivisti del Regno Unito vorrebbero una moratoria su tutto il territorio nazionale. E infatti, se il fracking è pericoloso per Balcombe e le altre zone protette, come fa a non esserlo per tutte le comunità del Regno Unito?  Ecco, da questa storia non possiamo che imparare quanto importante sia la protesta dal basso, quotidiana, intelligente ed incessante. Il potere è nelle nostre mani.

Qui le immagini dei divieti nel Regno Unito