L’elezione del presidente della Repubblica ha fatto bene al presidente del Consiglio. E’ quanto emerge dai primi sondaggi politici successivi alla salita di Sergio Mattarella al Colle. Dopo diverse settimane di appannamento, infatti, torna a crescere la fiducia in Matteo Renzi (+2%), che si attesta al 37%. “Gli italiani hanno apprezzato il modo in cui il premier ha condotto la partita del Quirinale” ha detto Roberto Weber, presidente di Ixè, l’istituto di sondaggi che ha condotto l’indagine per Agorà (Raitre). L’effetto positivo nei sondaggi coinvolge anche il governo, che in 7 giorni passa dal 30% al 32%. Un risultato di tutto rispetto, quindi, che testimonia come l’operazione-Colle non solo ha ricompattato il Partito democratico, ma ha anche avuto un certo effetto nell’immaginario collettivo. Il messaggio dato, insomma, è stato positivo.

Altra conseguenza è il segno più che fa segnare il Pd per quanto riguarda le intenzioni di voto degli italiani. Certo, si tratta appena dello 0,2%, ma anche in questo caso si tratta di un’inversione di tendenza assai significativa dopo il trend degli ultimi tempi. Nell’ultima settimana, inoltre, crescita anche per i partiti che si oppongono ai democratici. M5S e Lega Nord crescono dello 0,2%, toccando rispettivamente quota 19,4% e 13,8% e confermandosi secondo e terzo partito alle spalle dell’irraggiungibile Pd (37%). Continua, anzi si amplifica il momento nero di Forza Italia, che scende al 12,9% (-0,4%), allargando così a quasi un punto la forbice con il Carroccio nello schieramento di centrodestra. Il dato sull’affluenza (56,8%) segnala che quasi 1 elettore su 2 oggi non andrebbe a votare.

Tornando al Pd, invece, secondo Ixè gli elettori dem hanno accolto assai bene la rottura del Patto del Nazareno, che si è consumata in questi giorni. Diametralmente opposto, invece, l’atteggiamento del popolo di Forza Italia, preoccupato per lo strappo con il premier. In particolare, il 49% degli elettori del partito di Renzi giudica un bene la fine dell’intesa con Berlusconi (per il 29% è un male). Tra gli elettori azzurri, invece, solo il 28% saluta con favore la fine del Patto del Nazareno, a differenza del 31% che lo considera un male. Molto alta, infine, la fiducia degli italiani nel nuovo Presidente della Repubblica: Sergio Mattarella raccoglie il 62% di gradimento. Il 44% sostiene che il nome di Mattarella fosse l’unico possibile in questa fase politica, il 19% la ritiene una scelta di unità nazionale, mentre il 17% che lo considera un segno di scarso rinnovamento.