“Una stupidaggine che non merita neanche un commento” dicono dal Cremlino, ma la notizia che Vladimir Putin soffrirebbe della sindrome di Asperger è diventata ben presto virale. Come Albert Einstein, Marilyn Monroe e Abraham Lincoln. Oppure, più vicini a noi nel tempo, gli attori Dan Aykroyd e Daryl Hannah e la cantante Susan Boyle. Il presidente russo si unirebbe al novero dei vip con questo disturbo, almeno per quanto teorizza lo studio di un think tank che fa a capo al Pentagono.

Le azioni di Putin sono finite sotto i riflettori dei servizi segreti occidentali dopo che l’anno scorso Mosca ha ordinato l’annessione manu militari della Crimea e poi appoggiato i separatisti dell’Est dell’Ucraina, ma già dal 2000 gli analisti militari avevano cominciato a studiare i movimenti del capo del Cremlino. Putin, si legge nel rapporto preparato dallo US Naval College di Newport in Rhode Island per il Dipartimento della Difesa, sarebbe affetto da “un disordine della gamma autistica che influenza tutte le sue decisioni”.
Il rapporto risale al 2008 ma è stato ottenuto usando il Freedom of Information Act, la legge sulla libertà di accesso alle informazioni coperte da segreto di stato, dal quotidiano americano “Usa Today” che oggi lo pubblica online. Lo sviluppo neurologico del capo del Cremlino “si è significativamente interrotto nel corso della primissima infanzia“, forse addirittura ancora nella pancia della madre “vittima di un ictus durante la gravidanza”, ha scritto Brenda Collins, esperta della scuola navale del Rhode Island: il leader del Cremlino “avrebbe sofferto un grosso evento emisferico al lobo sinistro temporale della corteccia prefrontale” le conseguenze del quale sarebbero evidenti “nel suo modo di pensare e su come muove il lato destro del corpo”.

Lo studio del 2008 è uno dei molti che la Collins e i suoi colleghi hanno condotto a contratto per conto dell’Office of Net Assessment, un think tank interno del Pentagono che aiuta i militari a definire strategie di lungo periodo. La Collins si è basata solo su video che riprendono Putin in varie situazioni e nel suo studio si precisa che una diagnosi definitiva non sarà mai possibile senza uno scan del cervello del capo del Cremlino.

A giudizio della scienziata, tuttavia, lo stile autoritario dell’ex capo del Kgb e la sua ossessione per il “controllo totale” sarebbero un modo per compensare la sua condizione che a sua volta si rifletterebbe “nel suo approccio decisionista e nel modo in cui governa”.