Sono rimasti tutti stupiti del video del Movimento 5 Stelle contro l’euro e a favore del ritorno alla lira. Lo spot ha colpito blogger e editorialisti che si sono cimentati a scrivere di tutto: sull’ormai solita comunicazione sbagliata del Movimento, sul lato amatoriale del video e anche sui contenuti, con Gad Lerner che faceva notare che un euro vale 1936, 27 lire e non mille (fossero tutti questi i problemi). Ma al di là delle discussioni pro o contro euro – è certo che l’euro non può essere screditato con l’idea che con la lira costava tutto di meno – sono molto più importanti le inquadrature e cosa comunicano.

Una in particolare mostra quanto con questo tipo di comunicazione politica il Movimento si stia rivolgendo a una nicchia molto ristretta di elettori. Mi riferisco all’ultima scena, quella in cui vengono ripresi solo gli stivali neri di Paola Taverna e subito dopo il volto. Poi con una cattiva interpretazione – ma ci può anche stare – afferma con fierezza: “Il tuo sogno può diventare realtà”.

Ecco, è proprio questo il passaggio che non quadra. Chi è il testimonial di questo invito al referendum? È conosciuta da altri che non siano i fedelissimi, o meglio definirli attivisti, dei 5 Stelle? Come si può pensare che una Paola Taverna debba ricevere prima un’inquadratura dai piedi per creare la suspense e poi vedere l’attesa infrangersi in una senatrice la cui carriera politica è iniziata a febbraio 2013, cioè – e lo sottolineo – poco meno di due anni fa.

Se chiedessi a mio padre chi è Paola Taverna, di certo non saprebbe rispondermi. O se facessi vedere il fermo immagine della senatrice che trasforma un euro in mille lire, i più penserebbero a una cittadina qualunque che è stata scelta per uno spot politico. Tranne quelli che frequentano i social network, quelli che sono appassionati di politica e si informano quotidianamente, nessuno conosce Paola Taverna e sembra essere uno spot molto più che autoreferenziale. E mi chiedo pure quanti di quel famoso 25% di elettori dei 5 Stelle, vedendo per strada Paola Taverna, la riconoscerebbero come quella che urla in Senato o che ha partecipato alla Notte dell’Onestà a Roma.

Nei vecchi film western si possono azzardare queste inquadrature e in politica solo Obama – forse – se lo può permettere. Creare l’attesa per capire chi è il personaggio per rendere vero il sogno di un cittadino è una scelta rischiosa ed è un po’ come gridare al lupo, al lupo e poi trovarsi deluso dalle aspettative create. Fino a quando il Movimento 5 Stelle rimarrà fermo su questa linea e non si aprirà a nuove e diverse modalità di comunicazione politica, rimarrà sempre una forza d’élite che al massimo con questi spot può raggiungere il 10-15% dell’elettorato italiano.

Twitter: @carlovalentino2